Il Tirreno

Tutto iniziò da un carretto, poi a Massa ha costruito il suo futuro

Tutto iniziò da un carretto, poi a Massa ha costruito il suo futuro

Arrotino, ombrellaio e adesso Armido ha un maxi negozio

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MASSA. È partito dall'Emilia - per la precisione da Villa Minozzo di Reggio Emilia - senza un soldo in tasca ma con tanta voglia di girare per l'Italia. Si è fermato quasi subito, però: a Massa. Perché ai piedi delle Apuane ha trovato quello che voleva, la sua seconda terra ed un grande futuro per sé e la sua famiglia.

Armido Fioroni, oggi 88 anni e giustamente a riposo, racconta con orgoglio la sua vita, aiutato anche dalle figlie Emanuela e Matilde, che non lo lasciano un attimo. Con lui la moglie Bernardina Guidarini, coetanea e che con lui ha diviso tutta la vita passando dai tribolati inizi, dal lavoro ai momenti di gioie fino al meritato riposo. Anche se Armido non vuol sentir parlare di riposo. È conosciutissimo a Massa, almeno per quelli di una certa età per la sua lunga attività di “arrotino” (el moleta, veniva chiamato nel reggiano), che prima con la storica bici dove era stata installata la classica mola azionata dai pedali per girare ed affilare lame ed utensili, poi dopo essersi “modernizzato” applicando un motore elettrico e successivamente anche su un Ape, ha girato in lungo e largo la città e tutti i paesi della montagna.

Parlavamo del contributo della moglie Bernardina: lei lo accompagnava ed aggiustava gli ombrelli fino a quando ha dovuto smettere perché il progresso aveva portato nuovi ombrelli dalla Cina senza pezzi di ricambio. Sentiamo dalla sua voce la storia da libro Cuore: «Ho trascorso l'infanzia nel paese natale, Villa Minozzo, dove ho attraversato la carestia e la guerra frequentando la scuola fino alla 3° elementare. Finita la guerra e la Leva ho iniziato l'attività che avevo imparato in famiglia e sono partito con la mia bicicletta. E subito lontano da casa, trovando ospitalità da un parente a Cecina. Facevo dalla Maremma all'isola d'Elba e passando un giorno per Massa Carrara (in treno con la bici al seguito) fui colpito da due cose: la bellezza della zona ma sopratutto la grande potenzialità di crescita e sviluppo di Massa. Grandi spazi e tutto in costruzione. E cosi ho deciso di fermarmi. Ho iniziato trovando ospitalità nella stalla di alcuni contadini delle Cinque Vie e li ripagavo arrotandogli lame e strumenti, un buon accordo. Quindi mi sono fidanzato per corrispondenza, poi il matrimonio ed anche Bernardina arriva a Massa.

Arriviamo agli anni Sessanta. Con lei ho iniziato definitivamente l'attività motorizzandomi (la famosa Ape con la mola a motore) per agevolare il lavoro e la fatica. Poi l'idea di fermarmi, aprire in un posto fisso, anche per la nascita delle figlie, e oltre ad affilare lame anche quella di iniziare a vendere, dalla coltelleria agli articoli da regalo. Visti i risultati posso dire che è andata beneperché ho messo al sicuro la famiglia». Ed affettivamente la famiglia sta bene: la “Fioroni” è un impero conosciutissimo nella zona di Massa ed anche fuori. Grazie anche al contributo delle figlie, con nuove idee come quella degli articoli casalinghi, per tutta la casa. E' il periodo del boom economico, nasce la lista di nozze dove agli amici degli sposi viene offerta una lista di regali da scegliere. Tutta Massa si serve li. E la ditta cresce. «Poi nasce una nuova idea - dice Matilde - per non restare scoperti da eventuali periodi neri o crisi, e si punta anche sui mercati itineranti con i nostri prodotti che ormai avevano avuto il battesimo della qualità. Ma poi anche per avere armi in più in caso di allargamento della famiglia».

Ed anche qui previsione azzeccata. Perché negli ultimi anni il mercato un po' cambia. «Negli anni Ottanta e Novanta si lavorava moltissimo specialmente con i regali, con le liste nozze – riprende Emanuela -, ma negli ultimi anni qualcosa cambia, i giovani si sposano meno, quelli che iniziano a convivere i corredi per la casa se li scelgono prima oppure vanno fuori città, gli amici regalano viaggi di nozze. E dunque aver pensato ai mercati ambulanti ci è servito. Facciamo comunque ancora liste nozze». «Papà non ha mai abbandonato la ruota smerigliatrice e anche in negozio fino a qualche anno fa -sorride Emanuela – si dilettava ad affilare lame e utensili come “soltanto lui sapeva fare” ci diceva». Ora l'attività la dirigono le sorelle Emanuela e Matilde dividendosi fra il negozio ed i banchi dei mercati. E a turno si coccolano il loro genitori che non mollano mai un minuto, anzi per non lasciarli soli in casa sono quasi sempre lì, all'ingresso del negozio. Ma il grande cuore di Armido e della famiglia si vede anche in un'altra grande prova. Non ha mai dimenticato le origini, cosi come dimostra sempre più affetto per Massa dove ha messo le radici, dove sono nate le due figlie, poi la nipote Sara, che proprio in questi giorni ha regalato a nonni e genitori Sofia l'ultima generazione. «Sono sempre rimasto profondamente attaccato alle mie radici – confessa Armido – e per rendere omaggio alla mia famiglia e al mio lavoro, ho voluto riprodurre la nostra storia incisa su una grande campana di bronzo del peso di otto quintali, del diametro di un metro e l'ho donata al mio paese natale per lasciare un segno, per non dimenticare gli antichi mestieri e un ringraziamento alla mia mamma».

E quella campana adesso è stata accettata con molta gratitudine da Minozzo, dal sindaco e dalla comunità ed è stata installata nella piazza del paese. Una campana che appena costruita è stata parcheggiata per diversi mesi davanti al negozio di Massa, poi per un altro lungo periodo in Piazza Aranci. Ed il regalo per farsi ricordare con affetto a Massa è qui tutto visibile: un negozio elegantissimo in via San Pietro nel cuore della città (dietro alla chiesa di San Sebastiano) è poi tutto il suo lavoro e la sua famiglia. Ha portato a Massa il suo impero ed il suo nome, Fioroni, una istituzione. Dimenticavamo: a conferma della sua volontà di voler riuscire sempre nei suoi intenti ha completato i due anni che mancavano alla licenza elementare già grandicello, sui 30 anni a Massa. Mentre molti continuano a ricordare quel signore dall'accento reggiano che girava in bicicletta annunciandosi con la sua voce: è arrivato l'arrotino .

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