Il dolore
Crisi, la Magnani rischia Barani: io non c’entro
Entro 20 giorni la mozione di sfiducia in aula, intanto il senatore ex sindaco si pente di avere appoggiato la prima cittadina ma nega ogni intromissione
AULLA. La mozione di sfiducia contro il primo cittadino protocollata in Comune con in calce le firme di nove consiglieri fa vacillare in modo forse irreparabile la giunta Magnani. La sindaca socialista, eletta nel maggio del 2014 con il 34% dei voti (battendo Ugo Malatesta candidato per il Pd per poco più di 150 schede, 31,8%; e Matteo Lupi che si fermò al 31,6%), rischia seriamente il posto. La sua maggioranza si è disintegrata: 4 dei suoi 11 consiglieri hanno firmato la mozione di sfiducia assieme a 5 esponenti della minoranza. Se i numeri resteranno questi, quando in aula verrà presentata la sfiducia, la sorte della sindaca è segnata. Silvia Magnani ha tempo per evitare il tracollo: entro venti giorni, così prevede la legge, deve convocare il consiglio comunale in seduta straordinaria per la votazione della mozione di sfiducia. Venti giorni in cui potrà cercare di fare cambiare rotta ai suoi aspiranti “rottamatori” della maggioranza e, perchè no, anche della minoranza.
Poi, deciderà il consiglio: se la mozione non sarà stata nel frattempo ritirata, ci si conterà in aula e se i sostenitori del “a casa Magnani” resteranno 9, la mozione sarà approvata, sindaco e giunta decadranno, sarà nominato un commissario prefettizio in attesa delle nuove elezioni, entro 5-6 mesi successivi.
Intanto, sulla bufera politica interviene il senatore Lucio Barani. «Vorrei chiarire che, sulla crisi di Aulla non ho nessun merito o demerito – dice – l'unica cosa a me imputabile è di aver appoggiato la Magnani 2 anni e 4 mesi fa, per poi criticarla per l'assoluto immobilismo ed essermi pentito di averla appoggiata perché non ha dato quell' impulso amministrativo di qualità di cui Aulla aveva bisogno. Il degrado della cittadina è sotto gli occhi di tutti e la responsabilità è sua e di chi si è portata dietro in giunta».
Ma sia chiaro, aggiunge Barani che «cecchè ne dica il redivivo Paolo Sordi, il quale non più di 12 mesi fa mi è venuto ad implorare di mettere in crisi questa amministrazione per il grande immobilismo, a lui avevo risposto come ora e cioè che non mi sarei intromesso. Questi giorni sono in ferie, ma personalmente da un punto di vista umano mi dispiace, mi auguro che nel più breve tempo possibile la crisi si risolva o che venga il commissario, per cui andando a elezioni Aulla abbia il Sindaco che si merita».c.f.
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