Toscana
Mozione di sfiducia, vacilla la sindaca di Aulla
Aulla, 9 consiglieri (4 di maggioranza) vogliono mandare a casa Silvia Magnani: "Ha un atteggiamento accentratore e chiuso"
AULLA. Chi di sfiducia ferisce, di sfiducia perisce? Staremo a vedere, ma quello che era nell’aria da giorni si è concretizzato. Infatti, ieri mattina è stata protocollata una mozione di sfiducia contro la sindaca Silvia Magnani, la quale rivestì un ruolo da protagonista nel 2013, quando ad essere “mandato a casa”, anche con il suo voto, fu il suo predecessore Roberto Simoncini. Ora è la sindaca socialista a rischiare che il film si ripeta, ma stavolta il copione potrebbe vederla nel ruolo della vittima. Le parti, infatti, potrebbero invertirsi e nel ruolo di potenziali carnefici figurano, tra gli altri, i consiglieri comunali di minoranza del Partito Democratico, Ugo Malatesta, Tania Brunetti e Alessandro Giovannoni, che potrebbero volere vendicare la mozione di sfiducia con cui fu defenestrato nell’ottobre del 2013 Simoncini, che apparteneva al Pd.
Tra gli altri si è detto, visto che a firmare la mozione di sfiducia sono anche i due consiglieri comunali di minoranza di “Idee in Comune”, Matteo Lupi e Maria Grazia Lombardi, e, soprattutto, quattro consiglieri comunali di maggioranza: l’ex vice sindaco (avendo rinunciato a tutte le cariche, tranne quella da consigliere) Aldo Vivaldi, Sandro Caponi e Juri Gorlandi (facenti parte del gruppo consiliare di Forza Italia), e l’albianese Carlo Magrini, con un passato da assessore nelle giunte guidate da Barani e Simoncini. Quindi, nove consiglieri comunali sui 17 che siedono in consiglio comunale, quanto basta per “mandare a casa” la giunta guidata da Silvia Magnani. Ma quali sono le motivazioni che hanno spinto i nove a presentare la mozione di sfiducia? Le mettono loro stessi nero su bianco nella mozione: «Reiterato comportamento della sindaca, indisponibile ad ogni serio e sereno confronto con gli stessi consiglieri della maggioranza e con i consiglieri dell’opposizione; perdurante atteggiamento accentratore e chiuso; immobilismo politico ed amministrativo e scollegamento dalle altre realtà istituzionali (Regione, Provincia, Unione dei Comuni). Un atteggiamento che si è concretizzato - proseguono - nel mancato conferimento anche solo dell’incarico di studio e redazione del regolamento urbanistico, con grave pregiudizio e danno per lo sviluppo della collettività; nella mancata definizione riguardante le scuole elementari e medie del capoluogo; nell’aggravarsi continuo dello stato di degrado delle frazioni; nella mancata programmazione di attività di rilancio del commercio e del centro storico del capoluogo; nella mancata risoluzione di apertura delle piscine comunali; nella irrisoluzione dei problemi ambientali». Ora il consiglio comunale, in cui verrà posta in votazione la mozione di sfiducia, dovrà essere convocato entro il 29simo giorno dalla presentazione della mozione e non prima di 10 giorni dalla presentazione stessa.
Gianluca Uberti
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