Il Tirreno

Ugliancaldo, il borgo che rinasce grazie alla ricostruzione fai da te

Ugliancaldo
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Ugliancaldo

Senza aspettare indennizzi e contributi, gli abitanti hanno fatto una grande colletta e sono riusciti a rimettere a nuovo il paese duramente colpito dal sisma del 2013. Compresi il “Palazzo” e la chiesa

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CASOLA. Gli abitanti del piccolo borgo di Ugliancaldo, frazione montana di Casola per il quale in seguito al sisma del 21 giugno 2013, si rese necessaria l'evacuazione, si sono rimboccati le maniche e, senza aspettare indennizzi o contributi, hanno messo a disposizione denaro e competenze, riuscendo così ad abbassare i costi e a rimettere a nuovo il paese.

Ce l'hanno fatta tutti gli abitanti di Ugliancaldo, per lo più non residenti, a risistemare il loro paese e la loro chiesa. In tre anni, dopo il terremoto che ha colpito la Lunigiana e il loro borgo, dichiarato inagibile e fatto evacuare - si sono rimboccati le maniche ricostruendo quel gioiello delle Alpi Apuane che da almeno un secolo sopravvive soprattutto grazie all'amore e all'attaccamento di chi in quei luoghi affonda le proprie radici. I danni causati dal sisma all'80% delle abitazioni - quasi tutte seconde case - sono stati per la comunità un vero e proprio shock oltre che un impegno oneroso. Il sisma non ha risparmiato né il " Palazzo", l'edificio quattrocentesco una volta di proprietà dei signori del villaggio, né la chiesa di Sant'Andrea con il suo piazzale, centro della socialità del paese, cuore pulsante di una comunità trovatasi all'improvviso ferita a morte, in un villaggio divenuto insicuro e pericoloso.

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«Ugliancaldo è stata una delle frazioni più danneggiate dal terremoto perché vicina ai due epicentri: Fivizzano e Minucciano», sottolinea il sindaco di Casola in Lunigiana, Riccardo Ballerini, elogiando l'operato degli "uglianini", i quali «non solo hanno messo a posto le loro case per primi e senza ricevere alcun indennizzo ma - aggiunge - hanno reso agibile anche la chiesa per la seconda volta in pochi anni», ricordando i lavori al tetto eseguiti da poco.

«Chi ci ridarà la nostra chiesa?" era in effetti la preoccupazione diffusa in una comunità già impegnata, tra l'altro, nell'acquisto della sede del circolo Im'arcord. Così dopo il turbamento iniziale di un'estate mesta, passata a leccarsi le ferite - chi ospite di amici, chi in campeggio nella vicina Gramolazzo, chi sui social network a tenere il conto di ogni singola scossa di assestamento - ognuno ha iniziato a darsi da fare rimettendo in sicurezza e riportando a nuovo, cantiere dopo cantiere, ogni casa e non solo. «La chiesa disponeva di un fondo cassa di 40mila euro da precedenti donazioni, la Curia aveva fatto fare un progetto, ma il preventivo di 200mila euro era troppo costoso», racconta Battista Spagnoli, imprenditore genovese originario del borgo toscano che, insieme al parroco don Daniele ha dato il via alla raccolta dei fondi necessari per i lavori, aprendo la strada alle donazioni con il buon esempio e una lettera a cuore aperto a tutti i parrocchiani. «Sapevo che comunque fosse andata, io la chiesa l'avrei tirata su di nuovo», confessa. Ma la risposta della comunità ancora una volta, non si è fatta attendere. Un gruppo di "irriducibili" si è subito attivato a sostegno dell'impresa, unendo le forze e mettendo a disposizione tempo e competenze.

Come l'architetto di Genova, Franco Spadoni, che ha prestato la sua opera a titolo gratuito: «La mia partecipazione è stata senz'altro un valore aggiunto essendo originario del paese» dice con soddisfazione, mostrando l'edificio liberato dalle crepe e con il contrafforte e le capriate tornate sicure. «Il terremoto è un collaudatore incorruttibile che tira fuori tutte le magagne» aggiunge sornione alla festa di Santa Maria che a Ferragosto ha ufficializzato la riapertura della chiesa. «Non esagero quando dico che Ugliancaldo è una perla della Lunigiana e del comune di Casola», sottolinea ancora il primo cittadino e come lui, proprio quest'anno deve averlo notato anche il Fai, che ha premiato il progetto presentato dalla comunità con 10mila euro che serviranno ad eseguire nuovi interventi di riqualificazione del paese, in collaborazione con il comune e il Circolo, e a rimettere in sicurezza, insieme al Cai, la ferrata del Pizzo d'Uccello, lo splendido monte delle Apuane che sovrasta il paese.

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di Redazione web