Sicurezza
Terremoto: "Stop agli aiuti, servono soldi"
Problemi per stoccare viveri e indumenti: in poche ore l’offerta ha superato la domanda
CARRARA. «Siamo abituati alla solidarietà da parte della collettività ma a questa tragedia la risposta è stata particolarmente vasta. Tanto che a tre giorni dal sisma l’offerta è maggiore della domanda ed è per questo che il dipartimento nazionale della protezione civile ha chiesto di fermare l’invio degli aiuti alle zone terremotate». A parlare è Fernando Della Pina, responsabile Protezione civile del Comune di Massa.
La protezione civile regionale ha i magazzini pieni di viveri e generi di prima necessità raccolti, imballati e pronti per essere caricati su container in partenza per le zone colpite dal terremoto ma lo stoccaggio del materiale è complicato e da Roma fermano le partenze. Oltre alle grandi quantità di materiale di ogni genere già raccolte e inviate, oltre al problema della scadenza dei generi alimentari, la morfologia dell’area colpita dal sisma non facilita le operazioni di smistamento perchè si tratta di piccole frazioni.
Inoltre è presto per pensare che il peggio sia passato, altre scosse di non lieve entità hanno fatto tremare ancora la terra tra Amatrice e Accumoli.«Tutte le operazioni - riprende Della Pina - devono essere svolte in sicurezza in un’area che non è sicura, i volontari e i professionisti ad oggi già sul posto sono sufficienti. Tra l’altro - aggiunge - non possono essere usati mezzi meccanici, si scava con le mani perchè si ha il sospetto che ci possano essere ancora persone vive sotto le macerie». Non servono cibo, nè indumenti ma denaro si. Per questo è stato attivato un conto corrente ufficiale (Iban: IT IT27A0623003202000056748129) per poter fare donazioni e un numero solidale 45500 che permette di donare due euro inviando un sms o effettuando una chiamata da rete fissa.
Anche la Pubblica assistenza di Carrara ha recepito il messaggio e annunciando contestualmente l’apertura del conto corrente per le donazioni presso il Monte dei Paschi di Siena di Massa Carrara (“Pro terremotati e ricostruzione amatrice”; numero: 17 39 647; iban: IT 83 O 01030 24501 00000 173 39 647). «La priorità ora è salvare vite umane e laggiù non hanno nemmeno tempo per smistare le risorse. Inoltre tutte le nostre sedi e quelle di molte altre associazioni sono piene di materiale» ha spiegato Angela Cioli, della sezione protezione civile della pubblica assistenza. «Siamo pronti a intervenire, abbiamo qui nella nostra sede una cucina e un ospedale da campo che possiamo allestire in qualsiasi momento. Ci hanno chiesto però di aspettare il momento opportuno per ciascun intervento anche perché dovremo continuare a garantire il nostro aiuto per tanto tempo» ha aggiunto Fabrizio Giromella, presidente della pubblica assistenza di Carrara. L’indicazione è di tenersi pronti ma ora non si parte e niente lascia i magazzini. La decisione non si discute, le motivazioni si capiscono e si conoscono ma «le persone non si fidano ad inviare soldi - riflettono dalla Pubblica Assistenza “Concordia” di Fosdinovo - non è semplice far superare la reticenza nei confronti del versamento in denaro». Eppure la donazioni in denaro sono l’unico vero aiuto possibile in questa fase. A margine di ciò il dato che emerge è il forte bisogno di tendere una mano da parte della collettività che si è fatto prepotente già nelle ore subito dopo il sisma. Lo confermano le realtà di volontariato: «Ci hanno chiamato anche da Spezia per portare qui da noi a Carrara cibo da destinare alle popolazioni sfollate» .
Cinzia Chiappini - Giulia Rafanelli
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