Il Tirreno

Sequestro porto, si mobilitano i 150 lavoratori

Sequestro porto, si mobilitano i 150 lavoratori

I dipendenti temono per il posto e per il danno d’immagine dopo l'operazione della procura che ha sigillato tutti i mezzi della società e ha di fatto bloccato la lavorazione

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CARRARA. Ore 7,30 di venerdì mattina: come ogni giorno i lavoratori della Porto spa entrano in porto per iniziare a movimentare merci, il loro lavoro. Dopo solo mezz'ora scattano i sigilli a nove gru e decine di mezzi. E i lavoratori sono costretti a fermare tutte le loro attività. Entrano in stato di agitazione, avvertono i loro rappresentanti sindacali, informano il legale rappresentante della Porto Spa, che gli dice di allontanarsi dal luogo del sequestro e attendere sviluppi. Sale la preoccupazione: incolpevoli e in pericolo, 150 lavoratori della Porto spa (a cui vanno aggiunti 15 lavoratori “a chiamata” e un vasto indotto di imprese di trasporto), non sanno come andrà a finire. “Troppe cose non tornano”, si sente dire fuori dal porto, “troppe coincidenze, i sigilli proprio oggi con le persone in ferie e l'Autorità portuale chiusa”; “temiamo ci sia qualcosa sotto, che noi lavoratori naturalmente non siamo tenuti a sapere”.

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A parlare per tutta la categoria è il rappresentare dei lavoratori della Porto spa Michele Piastra: «Abbiamo dovuto interrompere quello che stavamo facendo; ci hanno detto di allontanarci e contattare il nostro legale rappresentante. Così abbiamo fatto. Era nell'aria, però, sapevamo che c'era un'indagine in corso per problemi legati ad autorizzazioni e concessioni, ma non pensavamo si sarebbe arrivati a tanto. Il porto è bloccato, le attività sono interrotte; se arrivasse una nave per essere caricata o scaricata non potremmo muoverci in nessun modo; questo è un grande smacco all'attività commerciale del porto».

I lavoratori ammettono di aver sentito soltanto voci riguardanti concessioni non pagate e autorizzazioni non ricevute; sanno che a sbloccare la situazione in queste ore potrebbe essere soltanto l'Autorità Portuale, perché è il presidente Messineo, in ferie, che da mesi deve autorizzare la richiesta della Porto Spa, ferma da marzo 2016. Lunedì intanto si terrà un incontro con il sindaco Angelo Zubbani e i sindacati di categoria: «Comunque vada- commenta Piastra- non è una buona pubblicità per la Porto Spa; lavoriamo con clienti che non accettano problemi di questo tipo, che vogliono fili sempre tutto liscio, che investono denaro, tanto, e non possono permettersi che un giorno le merci non partano o che rimangano in nave perché noi non possiamo mobilitarle. Per fortuna-continua- avevamo finito in questi giorni l'ultimo carico per una nave del Pignone che quindi era già pronta a partire, prima del blitz di questa mattina, altrimenti sarebbe stata una tragedia». Una pessima pubblicità, dunque, che sarà una macchia sull'attività della Porto; ma la paura dei lavoratori è soprattutto la perdita di giornate lavorative non pagate e la possibile perdita di future commesse. «Per fortuna - conclude Piastra - fino alla fine del mese non dovrebbero arrivare navi, speriamo che la situazione si sblocchi in fretta».

Manuela D'Angelo

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di Redazione web