Sicurezza
La società fa subito ricorso Zubbani: economia a rischio
In fibrillazione tutto il mondo legato alla portualità. Alcuni tir rimandati indietro Anche General Electric chiede chiarezza. L’Autorità: fiducia nella magistratura
CARRARA. Possibile che per vent’anni nessuno si sia accorto che la Porto di Carrara Spa occupa abusivamente – come ritiene la Procura – i piazzali del porto? Dov’erano gli organi di controllo? L’Autorità portuale che rilascia le concessioni non si è mai accorta? E la Capitaneria, fino a ieri, cosa faceva? Sono alcuni degli interrogativi che si accendono dopo il sequestro preventivo dei mezzi della Porto Spa che “paralizza” l’attività dello scalo. Interrogativi per ora senza risposta, così come quelli sulla presunta “sproporzione” fra il reato ipotizzato – occupazione abusiva di suolo pubblico e abuso d’ufficio – e la portata economica del provvedimento.
Il sindaco Angelo Zubbani si è subito mosso dopo il blitz della Capitaneria. Ha incontrato, su loro richiesta, i dirigenti della Porto di Carrara e i rappresentanti sindacali dei lavoratori, mentre negli ambienti economici legati al porto cresceva la fibrillazione. Trasportatori, agenzie di spedizioni, imprenditori chiedevano notizie, chiarimenti su quel che “succederà adesso”. Alcuni camion che dovevano scaricare merci sono stati mandati indietro e anche dalla General Electric sono arrivete richieste di delucidazioni circa l’imbarco dei moduli di Nuovo Pignone. Una situazione caotica e confusa, di incertezze e preoccupazione. Di cui Zubbanbi si fa carico: «Le preoccupazioni sono reali: il sequestro, se perdura, può mettere in seria crisi tutta l’economia del mare del nostro territorio. Rispetto l’attività giudiziaria ma non posso non preoccuparmi delle sorti del porto. Voglio separare nettamente i due piani della questione: è giusto che la procura accerti illeciti e reati, ma io ho il dovere di tutelare un attività economica importante come quella legata allo scalo. Difendo il porto, non la società Porto».
E dalla Porto di Carrara Spa, “imputata” di occupare le banchine senza concessioni, non arrivano per ora reazioni ufficiali. Il presidente Enrico Bogazzi non parla: preferisco non dire nulla in questo momento, la situazione è troppo confusa, è il suo messaggio. Ma i legali della società sono già al lavoro per presentare l’istanza di dissequestro delle gru e per ridare operatività allo scalo.
«Piena fiducia nell’operato della magistratura» viene invece espressa dall'Autorità Portuale di Marina di Carrara. «Nella consapevolezza – aggiunge – di un'attività volta a garantire la massima concorrenza tra gli operatori, anche con azioni concrete che in questi anni lo hanno aperto a nuovi operatori e nuovi traffici, agevolando la pluralità delle imprese operanti all'interno dell'infrastruttura». L'Autorità si dichiara poi «a disposizione per collaborare al miglior sviluppo delle indagini».c.f.
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