Finanza
Festa del Pd, chiudono Rigoni e il sindaco Volpi
Comincia oggi la festa a Ricortola ma con qualche mugugno sulla partecipazione Il primo cittadino tirato per la giacca da maggioranza e minoranza del partito
MASSA. Si rinnova ad ogni estate l'appuntamento con la tradizionale Festa de l'Unità, la festa del Partito Democratico di Massa (al parco di Ricortola da oggi a domenica 4 settembre), un momento di incontro per tutta la cittadinanza, fatto di dibattiti, riflessioni, intrattenimento e buon cibo. Ma quest'anno, ad animare la festa è un piccolo giallo della politica che, da una parte diverte i meno esperti, dall'altra preoccupa gli addetti ai lavori.
Durante la serata finale della festa scopriremo le carte del PD massese, che appare troppo spesso litigioso e impiccato alle diverse anime del partito, incapaci di condividere e collaborare.
Secondo l'ultima versione del programma dei dibattiti a chiudere la festa saranno l'onorevole Andrea Rigoni, l'uomo in cui, da decenni, la politica di centro sinistra massese ha il suo punto di riferimento e il sindaco di Massa Alessandro Volpi, pronto a ricandidarsi alle prossime elezioni amministrative del 2018. In realtà, rispetto a questa versione del programma, nella quale figurano personalità di spicco come il Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi (1 settembre), l'Assessore regionale al Lavoro Stefano Ciuoffo (31 agosto) e l'economista ed Ex Ministro Fabrizio Barca (4 settembre), nei giorni scorsi ne erano state inviate altre, provenienti da indirizzi diversi e in cui mancava la presenza del sindaco Volpi sul palco.
Nel primo programma il sindaco c'è, poi passano poche ore e il sindaco viene tolto e Rigoni appare l'unico intervistato dai giornalisti; dopo qualche minuto arriva una mail che chiede di "non considerare" la mail precedente e infine la versione ufficiale firmata dal segretario Tongiani, dove il primo cittadino ricompare assieme a Rigoni a chiudere la festa.
Il Pd è un partito troppo grande e aperto perché le voci non corrano veloci e la situazione, ad un certo punto, sembra sfuggire di mano.
Si parla dell'ammutinamento di una parte del comitato organizzativo della festa, che avrebbe voluto sul palco in finale tutte le anime del Pd, da Rigoni, a Tongiani, dal consigliere regionale Bugliani, alla deputata Martina Nardi, i giovani aspiranti alla nuova segretaria, i rinnovatori e i conservatori, per dare l'idea di un Pd in evoluzione, ma coeso.
Non tutti erano d'accordo e qualcuno ha minacciato la mancata presenza di Volpi sul palco: "A queste condizioni il sindaco non partecipa".
In questo frangente, probabilmente, alle redazioni arriva la versione del programma in cui il sindaco non compare più tra gli invitati. Ma il vento cambia presto, il dibattito non si discute, sul palco ci vogliono solo Rigoni e il sindaco, la cui presenza, a questo punto diventa un simbolo.
Se Volpi accetta di sedere accanto a Rigoni si piega allo zoccolo duro del Pd, se non va al dibattito dimostra di volere la spaccatura. E Volpi che fa? Interpellato ci risponde: «Capisco che la questione sia politicamente delicata, ma un sindaco ha ben altre cose a cui pensare. Di questo non mi voglio occupare. Per adesso rimango invitato ad un dibattito. Non ho altro da dire».
Manuela D’Angelo
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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