Attenzione
Massa invia i suoi tecnici nelle zone colpite
Sono stati richiesti per il censimento dei danni. Della Pina: «Anche il nostro un Comune a rischio»
MASSA. Partono anche da Massa gli aiuti richiesti dalla protezione civile. Tecnici esperti e professionisti del settore saranno attesi dalla prossima settimana nelle zone colpite dal terremoto, per iniziare la seconda fase delle operazioni. Dopo l'emergenza, infatti, adesso è il momento del censimento dei danni e poi sarà la volta della ricostruzione dei paesi: fasi per le quali la Protezione Civile nazionale ha richiesto, a tutti i comuni d'Italia, un aiuto in materia di uomini e professionalità. Quella che tecnicamente viene definita "solidarietà istituzionale". Dal comune di Massa, il sindaco Alessandro Volpi e il dirigente del settore Protezione Civile Fernando Della Pina si appellano alla cittadinanza: «In questo momento non servono vestiti-spiegano- né altri beni di prima necessità, né cibo, né acqua, né scatolame. Hanno tutto quello che gli serve, fornito dalle grandi ditte dei territori circostanti. Adesso occorrono donazioni in denaro».
Iban per le donazioni. IT 27°0623003202000056748129. Sul sul sito della Protezione Civile è possibile trovare tutte le informazioni anche per donare 2 euro via sms, al numero 45500.
Da lunedì prossimo i tecnici di Massa, una squadra di quattro persone a rotazione, dovranno assistere i colleghi nell'organizzazione dei campi per gli sfollati, e coordinare le operazioni di supporto per chi è rimasto senza casa; successivamente i nostri tecnici aiuteranno nella fase di censimento dei danni, alle strutture, alle case dei privati, le scuole e gli edifici pubblici, mettendosi a disposizione laggiù, diretti dalla Prociv. È possibile che più avanti le popolazioni colpite dal terremoto tornino a necessitare di cibo e vestiario e allora sarà il comune di Massa ad informare le famiglie locali per far partire la solidarietà della sua cittadinanza. «Purtroppo qui a Massa abbiamo avuto bisogno della Protezione Civile in più occasioni- dichiara il sindaco Volpi- e sappiamo cosa vuol dire aver a che fare con famiglie sfollate, case inagibili, persone che hanno perso tutto». Il dirigente Della Pina ricorda che Massa rimane un "comune sismico" anche se la presenza del mare lo rende più al sicuro da violente scosse superficiali; il comune ha inoltre consegnato da poco alla Regione le nuove carte del rischio sismico, che presentano una panoramica del territorio aggiornata e completa, che permette un più attento utilizzo del suolo pubblico e con più accortezze. «Operiamo verifiche costanti soprattutto sulle 50 scuole del comune- aggiunge il sindaco nella sua riflessione -il che non ci rende completamente al sicuro, perché parliamo comunque di edifici in alcuni casi molto vecchi». Massa rimane zona calda, ma l'ultimo grande terremoto risale ormai al 1920: «Siamo sempre stati dichiarati un comune sismico- spiega Della Pina- e abbiamo quindi sempre costruito secondo le normative, tranne che dagli anni 60 agli anni 80, quando stranamente non fummo più classificati sismici e purtroppo si costruì molto, senza dover sottostare a certe prescrizioni». Come avvenne in tante parti d'Italia: il buco normativo di venti anni ha permesso di costruire molti edifici in larga parte non sicuri ed è su questi che le amministrazioni devono mettere mano al portafogli, cercando soluzioni di messa in sicurezza straordinaria. (m.d.a)
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