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Maria Teresa Mazzei, l’artista della famiglia Fabbricotti

Maria Teresa Mazzei, l’artista della famiglia Fabbricotti

CARRARA. Un'ottantina di tele che ritraggono i volti e alcuni scorci delle nostre terre come Montia, Marinella, Bocca di Magra, attraverso il tocco leggero e delicato di una pittrice d'eccezione,...

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CARRARA. Un'ottantina di tele che ritraggono i volti e alcuni scorci delle nostre terre come Montia, Marinella, Bocca di Magra, attraverso il tocco leggero e delicato di una pittrice d'eccezione, Maria Teresa Mazzei Fabbricotti, sono protagoniste della mostra presso Palazzo Binelli dal 25 agosto fino al 22 settembre. "Essere un'artista" è una mostra che ripercorre la vita artistica di Maria Teresa Mazzei Fabbricotti, attraverso i suoi dipinti e i suoi scritti "che si intrecciano indissolubili- spiega Alessandra Celi, la curatrice – tant'è che chi viene a visitare la mostra dovrà soffermarsi anche sulle sue riflessioni tratte dal suo diario".

All'inaugurazione tenutasi ieri pomeriggio, la presenza del presidente della Regione Enrico Rossi ha messo in risalto l'importante partecipazione al progetto da parte della Regione Toscana, insieme all'amministrazione comunale, allaCassa di Risparmio di Firenze, alla Cassa di Risparmio di Carrara e a diversi imprenditori locali. «Un progetto condiviso in cui ho creduto fortemente - dice Giovanna Bernardini, assessora alla cultura- per l'ammirazione che nutro nei confronti di questa artista dalla straordinaria capacità di indagare e di cogliere l'animo umano e per il sentimento di affetto che mi lega alla famiglia e a sua figlia Giuliana Fabbricotti».

"Essere un'artista" racconta la storia artistica di una donna di nobili origini fiorentine, il cui matrimonio con Carlo Fabbricotti la condurrà a Carrara, città nella quale vivrà e morirà e racconta la storia di «una figura femminile tipica e allo stesso tempo tipica e atipica», spiega Giovanna Bernardini. .

Ed è forse da questo desiderio insoddisfatto che nasce la nostalgia che sembra di scorgersi nei ritratti, dipinti a olio o ad acquarello, delle persone umili, comuni che la pittrice incontra fra i contadini, nella tenuta di famiglia di Marinella o fra il personale di servizio a Villa Montia. Una famiglia ingombrante la sua, artefice dell'innalzarsi di Carrara tra le capitali industriali del Regno e protagonista di tragiche vicende storiche, come il fallimento dell'azienda negli anni '30, i problemi col fascismo locale, la guerra, le morti, i figli partigiani, che ha eclissato il suo profilo artistico.

«Questa mostra l'ho voluta assolutamente a Carrara- racconta infine la figlia, Giuliana Fabbricotti - perché ci sono nata e spero di morirci. La mia famiglia non può permettersi di donare grandi opere alla città, allora perlomeno vorrei lasciare questo ricordo: lei a Carrara ci ha vissuto, ci ha sofferto e l'amava.

Francesca Vatteroni

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