La protesta
Camion dal Sagro i 5 Stelle: «Vince la lobby del marmo»
Attacco dei grillini a giunta e maggioranza: delibera nascosta per due mesi, in spregio al consiglio e alla democrazia
CARRARA. Il Movimento 5 Stelle di Carrara attacca sulla vicenda del protocollo di intesa che riaprirà le strade cittadine ai mezzi pesanti, quelli provenienti dal bacino del Sagro.
«L’amministrazione sta portando avanti scelte politiche scellerate a vantaggio dei soliti noti», affermano i grillini. «Quanto accaduto in merito al tanto discusso protocollo di intesa che consentirebbe il transito dei camion dal centro città rasenta profili di assoluta follia e totale spregio delle regole democratiche»: il Movimento 5 Stelle di Carrara non usa mezzi termini e riaccende i riflettori sulla vicenda della bozza di accordo, siglato tra amministrazione provinciale, ente parco e comuni di Carrara e Fivizzano per consentire lo smaltimento dei materiali di scarto accumulatisi negli ultimi anni ai piedi del Sagro.
Cosa che implica l transito dei mezzi pesanti da Carrara visto che le strade alternative, quella da Fosdinovo, sono inagibili.
«Il sindaco a dicembre 2015 ha chiesto alla sua maggioranza di votare contro una mozione che impediva il passaggio dei camion con la promessa di riferire, prima di qualsiasi decisione definitiva al consiglio comunale» ricostruiscono i grillini sottolineano che «la maggioranza ubbidiva nonostante alcuni consiglieri avessero bocciato tale passaggio in commissione marmo solo pochi giorni prima». Il Movimento 5 Stelle a fine giugno propone una mozione contro i camion dal Sagro, bocciata: lo stesso giorno la maggioranza ne approva una che di fatto autorizza il passaggio dei camion. E siamo a quella che i grillini definiscono “la perla nera”: il 17 agosto viene pubblicata una delibera di giunta vecchia del 9 giugno in cui la giunta approva uno schema di protocollo di intesa per permettere i transiti. «Tale inqualificabile comportamento viola i più basilari principi di trasparenza» scrivono dal Movimento 5 Stelle evidenziando come la pubblicazione della delibera sia stata omessa per oltre due mesi.
«Così sono stati presi in giro non solo il consiglio comunale ma anche i cittadini, che hanno il diritto di conoscere le scelte che incidono sulle loro vite» attaccano i grillini. La vicenda, poi, dimostrerebbe come «l’amministrazione, a cominciare dal sindaco, sia succube della lobby degli imprenditori del marmo e del consigliere comunale (e provinciale) Lucio Boggi in quota Pd, titolare proprio di una cava sul Sagro». Il M5s auspica quindi che anche i consiglieri di maggioranza «prendando atto che il consiglio è stato trasformato in un votificio evogliano mettere fine a questa pericolosa agonia»
Cinzia Chiappini
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
