Il Tirreno

«Autorizzazioni alla Costa» Gli operai marciano su Massa

«Autorizzazioni alla Costa» Gli operai marciano su Massa

Stamani presidio dei lavoratori in piazza Aranci per chiedere la riapertura della ditta chiusa dall’incendio del 31 luglio scorso. La Fit Cisl: 50 posti in pericolo

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AULLA. Gli operai della ditta Costa, che lavora rifiuti ad Albiano Magra da 20 anni, colpita dal secondo incendio in meno di 10 mesi domenica 31 luglio, stamani daranno vita ad una manifestazione a Massa.

Per loro la cassa integrazione in deroga, la cui durata potrebbe non superare i 3 mesi, è realtà, quindi si mobilitano in difesa del loro posto di lavoro e del loro futuro. E lo faranno stamani, sotto le bandiere della Fit/Cisl, partendo in corteo alle ore 10,30 da piazza Aranci, per essere poi ricevuti in Prefettura alle ore 11,30.

Invece, non è dato sapere se i lavoratori riusciranno ad incontrare il presidente della Provincia di Massa Carrara, Ugo Malatesta, con il quale torna a polemizzare il segretario del presidio Fit/Cisl Massa Carrara, Luca Mannini: «Ci chiediamo perché la Provincia non abbia ancora dato la proroga all'esercizio dell'attività alla ditta Costa Mauro. Per tanti anni è stata concessa, ora no. Perchè?»

Infatti, è ormai questione di poche ore di attesa per la scadenza del 29 agosto, data entro la quale la Provincia di Massa Carrara, competente in tema di rilascio di permessi ambientali, deve decidere sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio della ditta Costa. E, non a caso, Mannini lega la concessione della proroga al tavolo istituzionale sulla delicata questione della ditta Costa, di cui viene chiesta la chiusura a gran voce da tanti cittadini di Albiano Magra. Il tavolo istituzionale è stato promesso dalla Regione Toscana per i primi giorni di settembre e dovrebbe vedervi seduti attorno datore di lavoro, sindacati e istituzioni.

«Posso comprendere le ragioni degli albianesi, ma la ditta Costa - prosegue Mannini - deve arrivare viva al tavolo istituzionale che abbiamo richiesto e che ci è stato promesso. Attorno a quel tavolo, infatti, potremo affrontare le soluzioni possibili per il futuro della ditta Costa, rappresentate essenzialmente da una sua riconversione o da una sua delocalizzazione. Però, è essenziale che venga concessa la proroga all'esercizio. Di più: è vitale», conclude il segretario del presidio della Cisl Massa Carrara.

Ma non sfugge che alla parola “delocalizzazione”, quando associata alla ditta Costa, negli ultimi tempi qualcuno ha legato la mega discarica ex Cjmeco, che si staglia alle porte della frazione aullese di Pallerone con il suo carico di migliaia di tonnellate di rifiuti, anche amianto, e di inciviltà. Una prospettiva che potrebbe non essere presa benissimo da quelle parti, ma che viene messa nero su bianco sulla pagina Facebook della Fit/Cisl Massa Carrara. Ecco quanto si può leggere in un post pubblicato sulla pagina: “Alla ditta Costa Mauro di Albiano Magra è stata concessa per anni la proroga dell'autorizzazione all'attività lavorativa. Adesso con l'impegno da parte dell'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni, di organizzare per settembre un tavolo istituzionale per risolvere, in modo condiviso da tutti, il "problema Costa" l'autorizzazione viene negata. Forse a qualcuno da fastidio la possibilità di salvare l'azienda e i suoi 50 posti di lavoro? Perché proprio ora, che si mette su un tavolo serio a livello regionale, si cerca di "mettere i bastoni tra le ruote? Forse a qualcuno fa paura parlare di riconversione? Forse a qualcuno fa paura parlare di delocalizzazione, quindi di ex Cimeco?»

Gianluca Uberti

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