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Il caso

Il gattino nel cassonetto è morto di stenti

Il gattino nel cassonetto è morto di stenti

MASSA. Il gattino trovato senza vita nei cassonetti in via Marina Vecchia non è nato morto. Ma è morto di stenti. A confermarlo è l'esame autoptico effettuato dall'università di Pisa, facoltà scienze...

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MASSA. Il gattino trovato senza vita nei cassonetti in via Marina Vecchia non è nato morto. Ma è morto di stenti. A confermarlo è l'esame autoptico effettuato dall'università di Pisa, facoltà scienze veterinarie, e reso noto ieri. I fatti risalgono a lunedì quando i volontari della Croce Oro - dopo la segnalazione di alcuni residenti - hanno trovato in fondo ai cassonetti davanti al supermercato Lidl un sacchetto di plastica chiuso: dentro c'erano due gattini neri appena nati. Uno era già morto, l'altro agonizzante. L'associazione ha sporto denuncia e grazie alle telecamere del supermercato sarà possibile (questa è la speranza) risalire al colpevole. Il gattino sopravvissuto è stato chiamato Hero, eroe, e per lui è partita una staffetta di solidarietà.

Intanto va avanti anche l'altra staffetta di solidarietà della Croce Oro: quella di Pimpa, l'ambulanza veterinaria che rischia di chiudere perché senza fondi. L'associazione chiede da tempo che il Comune di Massa apra un bando per l'affidamento del servizio per i tre comuni di costa e replica al vicesindaco, Uilian Berti: «E' vero che noi effettuiamo servizio di ambulanza veterinaria senza medico a bordo così come previsto dalle linee guida del Ministero (quindi in regola), ma chi gestisce ora questo tipo di servizio lo fa con un furgone che deve trasportare gli animali fino al Lido di Camaiore con solo una persona che guida davanti e che non ha la possibilità durante il trasporto di tenere monitorato l'animale che è posto nel vano posteriore e quindi non accorgersi dell'eventuale aggravarsi della situazione già preesistente immergendosi nel traffico che lo separa per circa 20 chilometri dal nostro comune e che aumenta in maniera esponenziale nel periodo estivo allungando inevitabilmente i tempi di soccorso e l'arrivo in una struttura sanitaria dell'amico a quattro zampe».

Questi mezzi, spiega l'associazione, «nascevano per il trasporto e la cattura di animali vaganti poi utilizzati anche per il soccorso di animali feriti in assenza di normative specifiche, ma con l'uscita delle leggi ad hoc fatte dallo Stato risultano obsoleti per quanto riguarda il trasporto di animali in stato di necessità. Noi non siamo assolutamente contro gli operatori che gestiscono il canile di massa perché il loro operato è sicuramente indiscutibile e di alta professionalità visto che da anni gestiscono il canile ed hanno acquisito sicuramente molta più competenza di chiunque altro. A noi sembra invece che l'amministrazione stia cercando di mettere i vari soggetti che operano nel mondo della tutela animale uno contro l'altro piuttosto che assumersi le proprie responsabilità sulle lacune ormai esistenti da 4 anni».

Melania Carnevali

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