Proteste
False griffe, scattano le multe ai clienti
Chi compra merce contraffatta dagli ambulanti rischia una sanzione di settemila euro. E a finanza sequestra 2.880 articoli
MASSA. Duro colpo al mercato delle false griffe. La guardia di finanza ha sequestrato centinaia di articoli contraffatti con i marchi delle più note (e costose) marche. I controlli delle fiamme gialle hanno permesso di ridurre sensibilmente le attività illecite svolte nella nostra provincia ed è stato particolarmente pressante nel corso della stagione estiva. E proprio i turisti vengono avvertiti dal comando: se acquistano articoli contraffatti rischiano pesanti sanzioni. In queste settimane sono stati effettuati numerosi interventi, nel corso dei quali sono stati sequestrati ben 2.880 prodotti (Borse, scarpe, capi d'abbigliamento, occhiali) recanti marchi di fabbrica contraffatti e sono stati denunciati 19 soggetti, mentre nel settore del contrasto dell'abusivismo commerciale sono stati sequestrati oltre 500 prodotti vari e segnalati alle competenti autorita' amministrative 4 responsabili.
La vendita dei prodotti contraffatti alimenta l'economia illegale ad esclusivo vantaggio della criminalità, che svolge la sua attività delittuosa sfruttando manodopera in nero e senza alcun rispetto per le normative a tutela dei lavoratori, danneggiando anche gli operatori commerciali onesti e quindi il sistema "sano" della nostra economia. La merce sequestrata verrà distrutta negli inceneritori. Ma è importante fare chiarezza sull'argomento e precisare che acquistare merce contraffatta per uso personale, pur non essendo un reato penalmente punibile, costituisce un illecito amministrativo severamente sanzionato. Il testo di riferimento è dato dall'articolo 1 (comma 7) del decreto legislativo 35/2005, che stabilisce: «È Punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da 100 euro fino a 7.000 euro l'acquirente finale che acquista a qualsiasi titolo cose che, per la loro qualità o per la condizione di chi le offre o per l'entità del prezzo, inducano a ritenere che siano state violate le norme in materia di origine e provenienza dei prodotti ed in materia di proprietà industriale. in ogni caso si procede alla confisca amministrativa delle cose di cui al presente comma.
Restano ferme le norme di cui al D.LGS.09/04/2003 N.70, salvo che il fatto costituisca reato, qualora l'acquisto sia effettuato da un operatore commerciale o importatore o da qualunque altro soggetto diverso dall'acquirente finale, la sanzione amministrativa pecuniaria è stabilita da un minimo di 20.000 euro fino ad un milione di euro». E la legge va nello specifico: «Le sanzioni sono applicate ai sensi della l.24/11/1981 n.689. fermo restando quanto previsto in ordine ai poteri di accertamento degli ufficiali e degli agenti di polizia giudiziaria dall'articolo 13 della citata l.689/81 all'accertamento delle violazioni provvedono, d'ufficio o su denunzia, gli organi di polizia amministrativa». Quindi l'acquisto di cose stimabili in violazione di norme in materia di origine dei prodotti o di proprietà industriale da parte del consumatore finale è attualmente punito con sanzione amministrativa pecuniaria da 100 a 7000 euro oltre al sequestro amministrativo della merce contraffatta ai sensi degli artt. 13-20 l.689/81, e successiva confisca. In spiaggai quindi bisogna tenere gli occhi aperti, perché per risparmiare qualche euro si rischia poi di vedersi prosciugato il conto corrente. Il gioco, come si dice, non vale la candela.
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