Finanza
Subisce un furto e viene condannato lui
L’imprenditore aveva sorpreso un suo operaio mentre rovistava in casa sua. E lo aveva licenziato senza pagarlo
MASSA CARRARA. Aveva licenziato il suo dipendente perché lo aveva trovato a rovistare dentro casa sua. Probabilmente perché voleva rubare qualcosa. Così lo aveva cacciato su due piedi, senza dargli gli otto giorni e senza pagargli i contributi all’Inps per gli ultimi due mesi di lavoro. Lui ha denunciato l’operaio e quest’ultimo ha denunciato il datore di lavoro. In primo grado il presunto ladro è stato scagionato, l’imprenditore, un cinquantenne lunigianese, no. Anzi è stato condannato dal tribunale di Pontremoli, nel 2012, a un mese e quindici giorni di arresto e al pagamento di una multa di centoventi euro. Proprio perché non aveva dato i soldi all’uomo che aveva a libro paga.
L’imprenditore non si è arreso e ha deciso di andare a fondo a questa sua battaglia. Portando la questione davanti al tribunale di Genova. Nel frattempo però è arrivato l’ordine di carcerazione, ai domiciliari e con la possibilità di uscire di casa per andare a lavorare. Ancora battaglia penale fino all’assoluzione perché il reato contestato nel frattempo è stato depenenalizzato, dato che la somma era davvero irrisoria. Nonostante questo nei giorni scorsi però l’ordine di carcerazione è diventato esecutivo. E l’imprenditore ha cominciato la detenzione ai domiciliari. Impugnando però il provvedimento. Ieri davanti al giudice ha presentato il suo ricorso, chiedendo la revoca. Il magistrato ha ascoltato il suo difensore e ha chiuso l’udienza prendendosi cinque giorni di tempo per prendere una decisione. Il problema però è che nel frattempo la pena che l’uomo sta scontando si estinguerà, dato che la scadenza è fissata nei primi giorni di settempre.
«Una vera e propria ingiustizia -si arrabbia l’imprenditore - che mi ha convinto a chiedere i danni. Io sto scontando una pena per un reato che è stato depenalizzato. Mi sarei aspettato un trattamento diverso, una decisione immediata perché i domiciliari intralciano la mia attività, anche se devo dire che il giudice di sorveglianza mi ha concesso molte deroghe per seguire gli affari. Chiederò un risarcimento per quello che mi hanno fatto. Io ho dovuto allontanare quel dipendente perché ormai avevo perso fiducia nei suoi confronti».
Per la cronaca il lavoratore che è stato denunciato per furto è andato a processo ed è stato assolto sia in primo grado che in appello. Per non aver commesso il fatto.
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