Sicurezza
Apuafarma, inchiesta sugli incarichi
Nel mirino della Corte dei Conti sono finiti le consulenze esterne affidate dalla società
CARRARA. Un’altra tegola su Apuafarma.Questa volta si tratta di un'inchiesta aperta tre anni fa, sugli incarichi esterni affidati dalla partecipata. In particolare a finire nel mirino della Corte dei Conti le prestazioni dello studio legale, un incarico a una psicologa e altre figure professionali che non sarebbero stati formalizzati in maniera corretta.
La Corte dei Conti, dopo aver acquisito tutta la documentazione (con un blitz dei carabinieri nel luglio del 2013) ha chiesto alla partecipata di procedere a mettere in mora i soggetti coinvolti nella vicenda: in sostanza gli affidatari degli incarichi esterni. La società, che nel frattempo ha cambiato i vertici e iniziato un new deal con l’amministratore unico Fabrizio Volpi, ha chiesto ai propri legali di acquisire tutta la documentazione prima di procedere a qualsiasi provvedimento. Una cosa è certa, l’inchiesta è in fase di conclusione.
Gli incarichi esterni nel mirino. Una serie di figure professionali contattata e, soprattutto, incaricate dalla società Apuafarma, più di tre anni fa. Incarichi che, formalmente, non convincono la Corte dei Conti che, da tre anni a questa parte li sta passando al setaccio. Adesso si tirano le fila e a finire nei guai potrebbero essere gli affidatari, ossia quei consiglieri che come consiglio d’amministrazione della partecipata ratificarono a suo tempo gli incarichi. Si tratta, è giusto precisarlo, della gestione precedente a quella attuale e al momento non ci sono provvedimenti in atto, solo la richiesta da parte della Corte dei Conti di mettere in mora le persone coinvolte - documenti alla mano - in questa vicenda.
L’inchiesta. L’inchiesta è partita tre anni fa con il blitz dei carabinieri nella sede di Apuafarma. In quell’occasione vennero requisiti documenti e avviato un ampio lavoro d’indagine. Le segnalazioni sulla partecipata riguardavano materiale molto ampio: doppioni di servizi, appalti del comune dati ad Apuafarma che a sua volta li avrebbe riappaltati ad altre aziende pubbliche o ad associazioni, semplici dipendenti del Comune che diventano dirigenti della società senza aver alcun titolo di laurea, assunzioni a raffica.
In merito a tutte queste segnalazioni, dopo un lungo e attento lavoro, non sarebbero state riscontrare anomalie. Quello che è “rimasto in piedi” è il nodo degli incarichi affidati da Apuafarma a professionisti esterni. Ed è su questo che si chiuderà a breve l’inchiesta della Corte dei Conti.
Una vicenda delicata sulla quale non si sbottona l’attuale amministratore unico di Aprafarma, Fabrizio Volpi. «Nessun commento - si limita a dichiarare il presidente Volpi- le indagini stanno facendo il loro corso».
I tempi, questo ormai appare certo, sono davvero strettissimi: già nella prima settimana di settembre dovrebbe arrivare la conclusione di quanto al Corte dei Conti ha inziato nel 2013.
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