Il Tirreno

Il Pd litiga perfino per organizzare la festa

di Manuela D'Angelo
Il Pd litiga perfino per organizzare la festa

Parole grosse tra Andreani e Ranzini e tutto per la presenza di un dibattito sul no al referendum

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MASSA. Lite furiosa all'interno del Pd durante una riunione per l'organizzazione della festa del partito: sono volate parole grosse, spintoni, minacce e offese tra due esponenti del Pd massese, Renzo Andreani, segretario del circolo di Mirteto e responsabile di tutti i circoli locali e Alessandro Ranzini, giovane imprenditore nominato da poco all'interno della nuova segreteria di Adriano Tongiani. Motivo del contendere, la presenza di un dibattito per il "no" al referendum costituzionale, all'interno della festa del Pd. Apriti cielo: secondo una parte del partito, spingere verso il "no" quella popolazione che il premier in persona Matteo Renzi sta cercando di portare al "sì", risulta alquanto paradossale, irrispettoso e significativo della linea che il Pd di Massa vuole continuare a tenere rispetto ai vertici regionali e nazionali; secondo lo zoccolo duro del Pd, invece, che a Massa non ha mai nascosto la sua "indipendenza" dalle scelte dettate dall'alto, si tratterebbe di una semplice occasione di dibattito democratica e a 360 gradi, per fornire ai cittadini una visione completa della riforma e dei suoi rischi.

Alla lite hanno assistito molti testimoni, tra cui cuoche, passanti, simpatizzanti e oppositori del Pd, ma il sindaco Alessandro Volpi, sempre chiuso tra l’incudine e il martello della maggioranza e della minoranza del suo partito, ha cercato di fare da paciere. Inutilmente. Gli animi si sono troppo scaldati e il Pd di Massa dimostra per l'ennesima volta tutta la sua fragilità e la profonda spaccatura tra le sua anime. D'altra parte, a fine maggio, anche il segretario comunale Adriano Tongiani non aveva nascosto, durante un dibattito con l'onorevole Martina Nardi, i suoi dubbi sul referendum costituzionale: linea che stanno seguendo tutt'oggi i suoi fedelissimi. Quel che pensa il Pd di Massa della riforma e, indirettamente, del governo del paese pare quindi abbastanza chiaro, anche se Renzi domenica scorsa dalla Versiliana ha fatto marcia indietro sulle sue possibili dimissioni qualora vincesse il "no". Dunque nessun pericolo,neanche a organizzare dibattiti contro. Le questioni locali però porteranno difficili nodi da sciogliere nei prossimi due anni prima delle amministrative: Volpi è il sindaco di un partito spaccato, nonostante tante buone intenzioni e per questo sta cercando di rimettere insieme i cocci del suo ex civismo, per avere le spalle più forti; si parla di una riunione, non proprio tranquilla, al bar l'Incontro di Aladino Landi, storico luogo di tante battaglie e di idee che accompagnarono Volpi alla candidatura e poi alla vittoria; si cercano accordi per bypassare le primarie e riproporre il sindaco uscente come unico candidato del centro sinistra, ma non tutti ne sono convinti, né tra gli alleati, né tra il Pd.

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