Il Tirreno

Un centro polisportivo alla Concia

di Alessio Profetti
Un centro polisportivo alla Concia

Dopo l’acquisto i proprietari puntano alla valorizzazione dei vecchi edifici

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MASSA. Al posto della Concia un centro polisportivo con palestra, ambulatori e attività ricreative. È l'idea di Marco Angeloni e Leonello dell'Amico i due soci della ditta La Betulla a quasi due anni dalla compravendita dell'area comprendente l'ex segheria situata tra Borgo del Ponte e il fiume Frigido.

Un'area enorme, diecimila metri quadrati, per anni abbandonata sotto i colpi del tempo e dei rifiuti, gettati e ammassati dentro e fuori la struttura, alla fine inserita nel piano dei beni immobili in alienazione della Provincia di Massa Carrara e venduta con un colpo d'asta a 161mila euro.

«Sono uno sportivo – spiega dell'Amico – per questo vorremo realizzare una struttura che possa comprendere diverse attività legate al benessere e allo sport. Vorremmo creare una sala Judo nella parte più a sud della struttura e un'altra sala attrezzi, ma l'idea è anche quella di inserire ambulatori, studi medici per attività riabilitative e ricreative e un percorso benessere. Adesso dobbiamo trovare altri fondi per poter andare avanti, abbiamo già investito tanto in questa area». «I progetti sono pronti, li abbiamo già in mano – continua Angeloni – certo sarebbe un intervento complessivo intorno ai 400mila euro, l'edificio è molto grande (quasi mille metri quadrati) e tutto deve essere a norma, ma il nostro intento è quello di preservare l'area e tutto quello che c'è intorno. Se riusciamo a trovare le risorse entro la prossima primavera potremmo già aver terminato tutto».

Fino a poco tempo fa la Concia (o Cuncia dir si voglia) più che una struttura di archeologia urbana appariva una discarica, in tutti i sensi.

Camminando per la strada che da via Bassa Tambura porta al piazzale sotto il ponte di ferro si poteva inciampare in qualsiasi tipo rifiuto, dalle cataste sparse di lattine alle bottiglie di vetro, alla plastica, addirittura computer, materassi, fotocopiatrici, lavatrici e altri apparecchi elettronici, fino ai fusti di diluenti, solventi e lubrificanti. Basta mettersi comodi e affacciarsi da Borgo del Ponte per riuscire a comprendere tutti gli interventi che sono stati fatti, «abbiamo tagliato tutta la vegetazione che ricopre le mura da anni – continua dell'Amico – il piazzale era completamente ricoperto da tonnellate di marmettola, abbiamo riempito diversi container per lo smaltimento in discarica, solo di bonifica avremmo speso intorno ai 30mila euro».

Adesso si riescono a vedere le mura storiche e le arcate costruite nel dopoguerra che sollevano Borgo del Ponte sopra il fiume Frigido, per anni rimaste nascoste sotto la fitta vegetazione e l'incuria dell'uomo, «a ogni passo che facciamo scopriamo cose nuove, abbiamo trovato un'antica scalinata che potrebbe ricongiungere quest'area al borgo – indica Angeloni un punto tra alberi e arbusti – ci sono opere in pietra stupende, vorremmo anche ripristinare i giardini che circondano le mura».

Insomma, la triste storia della Concia, osannata per anni dal dibattito politico locale tra possibilità di recupero e tentativi di riqualificazione, poi abbandonata e venduta al miglior offerente adesso potrebbe rinascere, e chissà se il dibattito locale intorno a quest'area comincerà nuovamente a farsi sentire e potrà essere d'aiuto.

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