Il Tirreno

Mano rotta, al Noa non se ne accorgono

di Alessandra Vivoli
Mano rotta, al Noa non se ne accorgono

Una giovane mamma dopo la radiografia è stata mandata a casa. Si è rivolta ad un centro privato e l’hanno steccata

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CARRARA. Era a casa con la sua bambina quando, per una disattenzione, è inciampata proprio in uno dei giochi sparsi in giardino.

Una brutta caduta che, dopo poche ore ha avuto conseguenze pesanti per la giovane mamma di Carrara: la mano, su cui aveva fatto forza per attutire la caduta, si è gonfiata e il dolore è diventato insopportabile. Così, dopo una notte insonne, accompagnata dal marito, visto che con il passare del tempo la situazione non migliorava, anzi stava decisamente peggiorando, ha deciso di andare al Pronto soccorso del Noa. E qui è cominciata quello che la donna definisce «una vera e propria odissea».

«Ore di attesa - racconta - in una situazione complicata con disagi evidenti per molti dei pazienti che aspettavano il loro turno. Basti dire che c’era una signora anziana che aveva una emorragia al naso: ha aspettato per ore, tanto che le venivano a cambiare la bacinella piena di sangue».

«Sapevo di non aver un codice di accesso “grave” e ho aspettato il mio turno con calma - continua - La cosa che mi ha colpito è che, una volta dentro il reparto, non ho visto un medico. Io non ho mai parlato con un dottore, da quando sono arrivata al Noa fino al momento delle dimissioni. Mi hanno fatto la radiografia alla mano e rimandata poi nella sala esterna».

E anche qui, racconta, un’altra attesa. «Sono dovuta andare a chiedere al personale del triage, dopo parecchio tempo, se potevano dirmi qualcosa - dice - Ebbene mi hanno consegnato il referto: c’era scritto di fare del ghiaccio e assumere analgesici a stomaco pieno. Nulla di più».

La giovane mamma è quindi tornata a casa ma il dolore alla mano ha continuato a perseguitarla tanto che, dopo aver fatto passare qualche giorno, per vede se la situazione sarebbe rientrata, ha deciso di rivolgersi a un centro privato.

E qui la doccia fredda: dalla radiografia, e successiva ecografia a cui è stata sottoposta è emersa una frattura e tutta una serie di problemi ai “tessuti molli” della mano. Dopo venti giorni di steccatura la donna dovrà essere sottoposta a una nuova ecografia e una nuova visita ortopedica per valutare le sue condizioni.

«La cosa che più mi ha colpito di questa vicenda - conclude la giovane mamma carrarese - è che se non avessi avuto la possibilità di accedere a uno studio privato quella caduta avrebbe potuto provocarmi delle conseguenze pesanti. E quello che più mi spiace è non aver avuto la possibilità, al Pronto soccorso di parlare con un medico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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