Il Tirreno

La disfida di Cacciaguerra per il finale di Medievalis

La disfida di Cacciaguerra per il finale di Medievalis

Chiude la quattro giorni di Pontremoli con sfilate storiche e combattimenti Dietro un grande lavoro di preparazione: «Ci alleniamo tutto l’anno»

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PONTREMOLI. Eccoci siamo arrivati al gran finale di Medievalis. Già migliaia di persone hanno invaso nei giorni scorsi Pontremoli rivivendo il clima medievale attraverso i molti appuntamenti che si sono susseguiti: rievocazioni storiche, sfilate, combattimenti, bandiere, magie, fuoco e danze. E stasera si attende il gran pienone, anche perché ci sarà l'ultima sfida che deciderà il vincitore della Disfida di Cacciaguerra 2016 che si aggiudicherà il Palio realizzato dall'artista pontremolese Luciano Preti.

Insomma la dimostrazione pratica del successo di questa manifestazione che prova a riassumere in quattro giorni il periodo medievale di Pontremoli, periodo che, insieme a quello barocco, è stato il più importante per questo borgo "chiave e porta" delle comunicazioni medievali. Come è sottolineato dal passaggio e il soggiorno (che del resto è il cuore rievocativo di tutto Medievalis) dell'imperatore Federico II, nel luglio 1226, a Pontremoli. Se infatti tutta la manifestazione vuole riassumere un po' la storia dell'oppidum medievale di Pontremoli il suo nucleo ispiratore rimane la rievocazione della concessione del diploma di libero Comune da parte dell'imperatore nel 1226. Per quanto concerne il "dietro le quinte" se Roberto Bastoni ieri ci ha accennato alla complessità organizzativa che sta dietro ad una macchina gigantesca e laboriosa come è Medievalis, lo stesso si può dire anche per gli esercizi e le rappresentazione che devono riproporre i figuranti lungo le strade del Centro Storico nel corso della quattro giorni. «Ci incominciamo a preparare già a settembre - confida una rappresentante dei musici della Compagnia del Piagnaro che assieme agli sbandieratori rappresentano uno dei momenti più evocativi ed emozionanti degli spettacoli che si svolgono in piazza della Repubblica - ci alleniamo due volte alla settimana per essere pronti a questo appuntamento che senza dubbio è il momento in cui siamo chiamati a dare il meglio di noi stessi». Un lavoro preparatorio e complesso che vede musici e sbandieratori prepararsi separatamente durante l'anno per poi esercitarsi assieme solo a ridosso della manifestazione per acquisire la giusta tempistica ed il giusto rapporto di tempo tra la musica e il volteggio delle bandiere. (r.s.)

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