Il Tirreno

Discariche in bella vista sulla Statale

di Cristiano Borghini
Discariche in bella vista sulla Statale

Dai calcinacci all’eternit agli elettrodomestici Danno per l’ambiente e anche per il turismo

3 MINUTI DI LETTURA





LUNIGIANA. La vocazione turistica della Lunigiana potrebbe essere in serio pericolo. Il patrimonio naturale dovrebbe essere ritenuto, non solo dalle amministrazioni locali, ma dagli stessi cittadini la chiave del rilancio comprensoriale, la cui preservazione diventa fondamentale per mantenere alti gli standard qualitativi della Valle della Luna, ancora di più se si considera l'inserimento di questo territorio all'interno del bacino delle aree Mab, le quali certificano quei territori che riescono a mantenere un forte equilibrio tra opere umane e natura.

Tutto questo, con i valori collaterali, ma di certo non meno importanti, derivanti dalla storia e dall'architettura, possono diventare quasi nulli se il territorio non viene gestito con coscienza civica da parte dei suoi abitanti. Questo pauperismo di senso civico lo abbia riscontrato in tre aree collegate dalla Statale che taglia tutta la Lunigiana, quasi fosse una cerniera, e su cui transitano, ogni anno, soprattutto nella stagione estiva qualche migliaio di turisti che raggiungono le loro mete.

La visuale da questa arteria affaccia su queste aree di degrado che possono arrecare un grave danno di immagine alla Lunigiana.

La prime due sono entrambe collocate alle porte di Aulla, lungo la linea di congiungimento con Calamazza, frazione montana aullese. Quello che desta maggiore stupore è il loro utilizzo, sistematico, da parte di coloro che hanno materiali di risulta da abbandonare, cui basterebbe solamente la composizione di un numero verde per disfarsene, nel primo sito in questa località abbiamo rinvenuto di tutto: si passa dai sacchetti con materiale indistinto al proprio interno sino agli elettrodomestici e televisori abbandonati, passando per materiale edile che dovrebbe essere smaltito in modo corretto e che invece troviamo accatastato al centro di un piazzale circondato da una rete ormai inutilizzabile, rotta in più punti e che fornisce una copertura parziale non dando completamente il polso di quello che è stato stoccato al suo interno.

Di particolare pericolosità alcune lastre ondulate di coperture di amianto abbandonate, con lo strato esterno in plastica, utilizzato per far sì che le polveri non si spandano una volta iniziato il processo di deterioramento del materiale.

L'incuranza con cui è stato abbandonato, oltre a denotare quello smarrimento di educazione civica, sottolinea anche la sconsideratezza di chi ha compiuto il gesto, ben sapendo della sua pericolosità, ormai accerta tata da svariati decenni e comprovata da ricerche mediche. Basta fare pochi passi e ci si trova di fronte un altro scempio ambientale: un autobus completamente abbandonato, parzialmente privato di alcuni componenti meccanici e che staziona in uno spiazzo.

Gli stessi graffiti, alcuni riportanti la data del 2014 testimoniano il suo utilizzo da parte di sbandati che lo hanno eletto a proprio rifugio. Proseguendo in questo cammino in direzione nord, verso Pontremoli, incontriamo un'altra discarica abusiva di discrete dimensioni, nello spiazzo della cosiddetta curva del Pino nella frazione di Fornoli a Villafranca.

Anche qui non possono non essere notati sacchi di diverse dimensioni, abbandonati sapientemente nella vegetazione e materiale plastico ed edile, nella zona d'accesso al fiume che conduce anche all'antico crocevia rappresentato dalla Chiesaccia. Spingendosi ancora più a nord ne abbiamo individuato un ennesimo luogo di stoccaggio illegale all'interno dell'area industriale di Scrocetoli, anche qui il materiale ligneo ed edile la fanno da padrone, assieme a vecchi attrezzi agricoli non più utilizzati e stipati in questo capannone inutilizzato in attesa di una futura collocazione.

Si evince quindi che non è una situazione saltuaria, ma che sta diventando endemica in ogni singola zona dalle Lunigiana, provocando effetti negativi non solo sull'ambiente, che ripetiamo deve essere quel quid per produrre indotto, ma anche sulla capacità di affascinare chi la Lunigiana la vuole vivere e scoprire, volendola esplorare.

Occorre una sinergia sempre più forte tra le istituzioni ed i corpi di polizia, coinvolgendo anche i cittadini, per fare capire che un territorio non può essere bistrattato e messo alla stregua di un cestino dei rifiuti, ma tutelato ed accudito con lo stesso amore con cui accudiremmo i nostri figli, perché, in fondo, quello che distruggiamo oggi non potrà essere lasciato a loro in futuro.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze