Italia
«Così ho salvato mio figlio dal cane»
Parla per la prima volta il padre del bambino morso alla testa dal suo akita inu. «Ecco come sono andate le cose»
CARRARA. «Sono cresciuti insieme, il mio cane era un cucciolo quando è arrivato a casa, 4 anni fa. Mio figlio, allora, di anni ne aveva tre e mezzo. Sansone è diventato grande insieme al mio bimbo, Io l’ho visto attaccato alla sua testa: sono dovuto intervenire per salvare tutti e due». È passato quasi un mese da quel tragico incidente, avvenuto agli inizi di agosto a Fossola. Adesso il padre del bambino morso, e padrone dell’akita inu che si trova in canile in attesa di terminare il percorso rieducativo, racconta la sua verità. Quella di unico testimone di quello che è avvenuto e di cui il suo bambino porta ancora i segni: 317 punti di sutura in testa, dopo un’operazione durata quattro ore e mezzo. Un orecchio staccato e ricostruito per cui in futuro dovrà essere sottoposto a una plastica.
Ci racconta cosa è successo? «Per prima cosa devo fare alcune precisazioni importanti. Il mio cane ha 4 anni: è lui che è cresciuto con il bambino, non viceversa: mio figlio lo ha visto da cucciolo, non ha mai avuto problemi prima. Devo poi aggiungere che il cane non era sofferente. Aveva avuto una brutta otite, che lo faceva piangere la notte, ma era stato curato. Aveva fatto una terapia antibiotica e in seguito una serie di punture: come prescritto dal veterinario di Ronchi a cui mi ero rivolto. È vero però che da un mese e mezzo avevo cambiato casa: prima il cane aveva un bosco dove poter correre e circolare. Adesso avevamo una abitazione più grande, ma al posto del bosco c’era un giardino, accanto alla casa quindi il contatto con noi era più ravvicinato. Quel pomeriggio il mio bambino era uscito dalla piscina e si stava cambiando il costume, per mettersi dei pantaloncini asciutti. Il cane è arrivato da dietro, gli ha dato un moro all’orecchio, come volesse giocare, ma è uscito del sangue. A quel punto è come impazzito, ha cominciato a morderlo alla testa, era attaccato alla sua faccia».
E lei cosa ha fatto?
«Ero a poca distanza, ho visto tutto ed è stato terribile. Ho avuto la freddezza di prendere un asciugamano avvolgermelo al braccio e farmi attaccare dall’animale. Solo a quel punto sono riuscito a prendere mio figlio, che urlava e portarlo dentro casa. Abbiamo chiamato il 118 ma i soccorritori non riuscivano a entrare perchè il cane era diventato molto aggressivo. A quel punto ho chiesto aiuto a mio fratello: è arrivato da Massa e insieme abbiamo lanciato un asciugamano per distrarre il cane, solo a quel punto l’ambulanza è potuta entrare. È stata una mezz’ora terribile che ricorderò a lungo».
Come sta ora suo figlio?
«Il mio bambino ha subito un delicato intervento chirurgico che si è concluso con 317 punti di sutura alla testa. L’orecchio morsicato è stato ricostruito ma non è escluso che in futuro dovrà fare una plastica. Dai primi di agosto non ha più potuto andare al mare, e soprattutto, ha subito un trauma per quanto è accaduto anche se, per fortuna, è stato morso da dietro, non ha visto il cane negli occhi. Io sì e mi sono sentito tradito dal mio animale».
Che ne sarà adesso del cane?
«Sono state dette tante inesattezze. Il cane ora è in canile, in attesa del percorso rieducativo che durerà quaranta giorni. Io sono andato a trovarlo e lui ha cominciato a saltare, come nulla fosse. In un primo momento devo ammettere che avrei voluto riportarlo a casa, poi però ci ho ripensato e ho deciso di scegliere un’altra strada. Sansone sarà adottato da una ragazza che ha un allevamento di akita inu a Livorno. Sono stati recuperati tanti cani impiegati nei combattimenti. Sono sicuro che ce la farà anche Sansone».
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