La manifestazione
«Una mia scelta, il legislatore lo permette»
CARRARA. Dottoressa Kemeny, lei ha scelto l’obiezione di coscienza, scelta dettata da cosa? Una scelta dettata da un conflitto interiore. I primi anni di specializzazione in ostetricia e ginecologia...
CARRARA. Dottoressa Kemeny, lei ha scelto l’obiezione di coscienza, scelta dettata da cosa?
Una scelta dettata da un conflitto interiore. I primi anni di specializzazione in ostetricia e ginecologia effettuavo le interruzioni di gravidanza e così anche nei primi anni di attività ma non stavo bene, personalmente intendo. Tornavo a casa e non mi sentivo tranquilla. Ho dovuto fare i conti con la mia formazione, da sempre molto liberale ma alla fine ho optato per l’obiezione.
E della legge 194..
Io credo che la legge 194 sia una legge giusta, ma io non posso eseguire un’interruzione perchè è un’operazione che certo non si fa in modo superficiale. Nel caso di una paziente che voglia interrompere la gravidanza, la indirizzo verso i miei colleghi. Ovvio che alla donna ci tengo e in questa Asl vengono inseriti dispositivi contraccettivi gratuitamente alla donna che acconsente. Credo sia un enorme passo avanti
Non crede sia eccessivamente risicato il numero dei colleghi non obiettori a Massa Carrara?
Non credo sia necessaria la parità tra medici obiettori e non obiettori in una struttura sanitaria, a mio avviso l’essenziale è che il servizio sanitario sia garantito. Forse un solo medico non obiettore sarebbe troppo poco, ma due all’interno di una struttura ospedaliera potrebbero già essere sufficienti.
Cosa ne pensa della pillola abortiva, ritiene che la possibilità di non andare sotto i ferri possa aver indotto le donne a decidere di interrompere una gravidanza a cuore più leggero?
Non credo, piuttosto la pillola allevia le donne dal doversi sottoporre ad un intervento chirurgico.
Per lei, la netta riduzione di richieste di interruzione di gravidanza dello scorso anno può essere ricondotta ad una difficoltà di accesso alla pratica?
Non credo assolutamente, credo piuttosto che sia stato fatto un grande lavoro di prevenzione che va oltre la possibilità di avere gratuitamente la spirale; mi riferisco ad una maggior consapevolezza nella donna acquisita grazie all’informazione sanitaria, anche se molto ancora dovrà essere fatto. Ad esempio nelle scuole e con le giovanissime. Importante anche arrivare alle donne straniere soprattutto rivolgendosi a quelle culture in cui l’aborto era, e in parte è tutt’ora, considerato come una forma contraccettiva.
Mi permetto una domanda scomoda, se una donna a lei molto cara, una figlia o una sorella decidesse per l’interruzione di gravidanza volontaria, come reagirebbe?
Bella domanda, me lo sono chiesta spesso e non credo di avere una risposta.
A qualcuno la mia scelta dell’obiezione potrà sembrare una scelta di comodo ma non lo è, è stata una scelta molto ponderata e come già detto arrivata alla fine di un percorso che vedevo non mi faceva stare tranquilla.
Il legislatore mi concede la possibilità di scegliere e io ho fatto questa scelta.
Se in Italia non si potesse più scegliere se fare o meno obiezione di fronte alla legge 194, sarebbe anche pronta a cambiare specializzazione?
Non credo assolutamente che cambierei specializzazione, mi adeguerei piuttosto. Già per come stanno le cose adesso, io sarei disposta a fare i certificati con la richiesta per l’Ivg ma per legge non posso farlo (i soggetti autorizzati al rilascio della certificazione sono i consultori Familiari e i medici di fiducia, ndr). Chi sceglie di essere obiettore di coscienza non può partecipare a nessuna fase dell’aborto, solo dimettere la donna post intervento, ma io non avrei problemi a fare le certificazioni se la legge me lo consentisse. Capisco bene però che si creerebbe un contraddittorio con la scelta del medico. Ad ogni modo in questa Asl c’è molta collaborazione e la rete dei consultori è molto sviluppata.
Si parla di aumento dei medici obiettori in modo molto generalizzato lungo tutto lo stivale, teme che possa esistere il rischio di tornare a parlare di pratiche abortive abusive?
Assolutamente non qui, credo che in Toscana si vivano situazioni molto positive.
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