La manifestazione
«L’aborto non è più una conquista»
CARRARA. Iniziamo subito con una domanda diretta. Lei è un medico non obiettore di coscienza, in quanto tale ritiene che la diminuzione del numero di Ivg effettuate nel 2015 sia riconducibile ad una...
CARRARA. Iniziamo subito con una domanda diretta. Lei è un medico non obiettore di coscienza, in quanto tale ritiene che la diminuzione del numero di Ivg effettuate nel 2015 sia riconducibile ad una difficoltà di accedere alla pratica nell’ospedale di Massa Carrara?
Iniziamo col dire che qui siamo arrivati tardi alla metodica con la Ru486, la pillola abortiva, e insieme al fatto che a Massa e Carrara siamo soltanto 3 medici ospedalieri non obiettori, è probabile che le donne si siano rivolte agli ospedali della Versilia e di La Spezia. E questa potrebbe essere una spiegazione
E questo è giusto? Non dovrebbe essere compito dell’azienda sanitaria garantire un equilibrio tra obiettori e non obiettori in un ospedale?
In questo momento storico c’è quasi una corsa all’obiezione di coscienza. Gli obiettori sono aumentati e credo che l’azienda sanitaria non possa permettersi di non poter fare un intervento perchè impossibile. Parliamo ormai in termini di Area Vasta e credo che arriveremo ad un fisiologico equilibrio, se Pisa non è in grado di praticare l’interruzione, ci penserà Livorno, ecc, ma in questo momento non ci siamo ancora.
Parliamo delle interruzioni volontarie ripetute, A Massa Carrara sono molte tanto che alle donne che acconsentono proponete di inserire spirali gratuitamente, giusto?
Si a quelle che acconsentono, durante l’operazione in stato di anestesia inseriamo un dispositivo anticoncezionale e a costo zero e si sta dimostrando molto utile per le donne “recidive” anche se crea molta riluttanza nelle pazienti, soprattutto nelle donne giovani e nelle giovanissime. Si crede non sia consigliabile la spirale, ma non può che essere un vantaggio. Soprattutto perchè sei già in fase di intervento e poi qui è gratuito. È una soluzione possibile.
Siete collaborativi tra medici obiettori e non obiettori?
Certo, come c’è collaborazione tra ospedale e consultorio. In questo territorio il primo approccio passa quasi sempre dai consultori di zona. Parlava di un aumento dei medici obiettori, non è un paradosso con la società sempre più liberale, scegliere l’obiezione di coscienza secondo lei? Come spiega la scelta dei suoi colleghi?
Credo che non piaccia l’idea filosofica dell’aborto. Il discorso che faccio io è che c’è una Legge dello Stato che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, io sono un medico assunto da una struttura sanitaria dello Stato e metto a disposizione la mia professionalità per questa struttura.
Ho fatto la mia scelta con serenità, quando arriva una donna che vuole ricorrere alla Ivg so di avere di fronte una persona che ha fatto una scelta.
Il rischio è che in un futuro i medici non obiettori saranno così pochi che sarà più semplice e meno rischioso dichiararsi obiettori.
La Legge 194 (legge 22 maggio 1978, n.194) che regola l’aborto era stata definita una conquista dell’emancipazione femminile, è ancora una conquista sociale?
Nel corso degli anni si è persa questa idea di conquista.
Come si avvicinano le donne all’interruzione volontaria di gravidanza? paura o consapevolezza, quale atteggiamento prevale?
Sicuramente sono donne molto consapevoli. Alcune con storie molto intense.
Qui a Massa Carrara c’è ancora molta reticenza nei confronti della terapia farmacologia (interruzione di gravidanza con pillola, ndr), si teme che non funzioni per quanto meno invasiva e sicuramente più discreta. La terapia farmacologica prevede due somministrazioni che si svolgono ambulatoriamente, con la prima pillola si interrompe la nutrizione del feto e a distanza di 48 ore la seconda somministrazione induce l’espulsione.
Chi sono le donne che ricorrono all’ivg?
Qui al Noa arrivano molte donne straniere, le età le più diverse e per le motivazioni, le più varie.
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