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Oltre 70 anni di lavoro e un famiglia “elettrica”: la storia dell’Efa

di Aldo Antola
Oltre 70 anni di lavoro e un famiglia “elettrica”: la storia dell’Efa

L’azienda di materiale per l’impiantistica è nata nel 1945. Arrivata alla terza generazione, ora fa anche progettazione

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MASSA. È una storia iniziata con il boom economico del dopoguerra quella dell’Efa (Elettro forniture apuane materiali elettrici). Sorta nel periodo d’oro della ricostruzione, la ditta è il simbolo di una crescita non solo economica, ma anche sociale e culturale. Non è infatti estraneo a quel boom a tutto tondo che ha investito l’intero Paese Pier Giorgio Antonelli, attuale proprietario e direttore dell’ Efa. Quando a mandare avanti l’azienda c’era ancora il padre, Giorgio si è messo alla prova con il lavoro e con la sua passione per la musica tanto da calcare i palcoscecnici, senza mai trascurare però l’attività ereditata dal padre. Produttività e arte.

È il 1945 quando nasce l’Efa: la guerra è finita da poco, Massa è tutta un formicolio e due imprenditori fiorentini, tali Serantoni e Benporad, vedendo terreno fertile, decidono di aprire in città, in via Bastione, uno dei loro punti vendita di materiale elettrici (era la Eff elettro forniture fiorentine che a Massa diventa Efa). Assumono Mario Antonelli (classe 1921) che in breve diventerà direttore. L’azienda cresce, Antonelli la rileva e lo spazio comincia a diventare insufficiente, quindi si trasferisce in via Chiesa, la strada, che con la costruzione di nuovi edifici, si sta aprendo alla modernità. Siamo all’inizio del 1970, il mercato si allarga e l’Efa decide di ampliare l’offerta vendendo anche lampadari ed elettrodomestici, acquista quindi il fondo a fianco al negozio. Un boom dell’attività legato anche all’espansione della zona industriale (Dalmine, Olivetti, Nuovo Pignone, Montedison, Solvay, Ferroleghe ecc) e all’aumento esponenziale dei consumi di materiale elettrico. I figli di Mario, Carlo e Pier Giorgio nel frattempo sono cresciuti, lavorano in ditta e sono pronti ad assumersi nuove responsabilità. Con il mercato in costante crescita e la concorrenza che arriva anche da fuori provincia, nel 1986 la famiglia Antonelli (sempre in prima linea anche la moglie di Mario, Elda Marchini) avverte il bisogno di ampliare ulteriormente l’offerta commerciale ed apre un terzo punto vendita, all’ingrosso, in viale della Stazione al numero 15 dove si trova tutt’oggi. Il nuovo negozio viene gestito da Giorgio, mentre i due di via Eugenio Chiesa (di fianco alla nuovissima e moderna Standa appena costruita) vengono diretti da Carlo. Poi, nei primi anni novanta, con l’avvento delle grandi catene commerciali, l’Efa decide di abbandonare il settore elettrodomestici e chiude il punto vendita di via Chiesa: trasferisce il commercio di materiale elettrico, anche al dettaglio, in viale della Stazione concentrandosi sempre di più sul mercato dell’elettricità. Poi nel 2010, di fronte ad una nuova evoluzione del mercato e ad un sempre più stretto legame tra luce, design e arredo, Efa sente l’esigenza di far conoscere il mondo dell’illuminazione. Nasce così la Lighting Automation by E.F.A. poco vicino al negozio, angolo Piazza Garibaldi. Uno show-room dedicato all’illuminazione tecnica e decorativa in cui si forniscono consulenze e progettazione.

«Una vita intera - dice Pier Giorgio, 65 anni - durante la quale abbiamo attraversato tutte le fasi della storia economica della città: i momenti di splendore e, negli ultimi anni, anche quelli della crisi che ha investito tutto il Paese e, in particolare, la nostra zona in cui la grande industria è sparita. Noi abbiamo comunque tenuto bene e guardiamo al futuro con fiducia - dice volgendo lo sguardo verso l’ufficio in cui al “pezzo” ci sono i suoi due figli - perchè vedo che Paolo (37 anni e una bimba, Viola, di 5) e Marco (31) possono già camminare da soli. La terza generazione è pronta»

«Siamo orgogliosi e soddisfatti - Paolo e Marco si raccontano - nonno e padre hanno lavorato sodo e ci stanno lasciando un’azienda solida, con una clientela di fiducia, che apprezza i nostri prodotti e la nostra professionalità». Dunque un’attività solida, con otto dipendenti e a cui anche l’amico di Giorgio, Paolo Tognocchi, prossimo al riposo, ha dato un grande contributo.

Una famiglia, un nome e una grande dedizione al lavoro iniziata con nonno Mario e che ora prosegue con i nipoti Paolo e Marco. E a cui un grande contributo ha dato e sta dando papà Pier Giorgio. La sua è stata davvero una vita “elettrica” tra Efa e grande passione musicale. Splendida voce, Pier Giorgio (nome d’arte Daniel) era diventato l’ugola del complesso “I Discepoli” molto noto in zona. Con lui, nella band, il tastierista Paolo Faleni (scomparso giovanissimo in un incidente stradale, figlio di Pietro Faleni autore della Rotonda sul Mare portata al grande successo da Fred Bongusto), poi Roberto Fiorentini (batteria), Giuseppe Cantoni, al basso ed i chitarristi Luca Lazzarini e Pier Aldo Santini. Giorgio il successo l’ha raggiunto nel lavoro e sfiorato sul palcoscenico: «Ci stavamo esibendo a Forte dei Marmi - racconta - e fui notato da un discografico della Cetra, mi propose un provino, poi subito contratto e diversi dischi. In quegli anni fiorivano i festival, Sanremo, ma anche Venezia e Napoli, il Cantagiro, il Festivalbar ed altri ancora. Non fui ammesso a Sanremo per un disguido, ma partecipai al festival di Venezia e al Festivalbar. Un mondo di sogni. Erano gli anni 70 e 71 - continua Giorgio - ed il 31 dicembre del 71 cantai dalla Bussola in diretta tv». E poi l'ultima confessione, a mezza voce e ridendo: «Ho fatto anche un Carosello pubblicitario, una crema per le mani, la Glicemille, che quelli della nostra età ricordano ancora». Amore per l’arte che Pier Giorgio coltiva ancora, fa parte, infatti, della compagnia dialettale di Bruno Cantoni (famosissimo scrittore dialettale di libri, poesie e anche regista): «Un modo per stare in buona compagnia e staccare dagli impegni di mercati, banche, compravendite».

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