Il Tirreno

Grandi numeri per il Revolution Camp

di Manuela D'Angelo

La manifestazione degli universitari ha messo in luce le potenzialità del parco dell’Ugo Pisa

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MASSA. «Il Revolution camp è stata una vera rivoluzione, una grande occasione per Massa, una vetrina importante, un modo per scoprire il parco più importante della città e renderlo fruibile a migliaia di persone, un palcoscenico naturale che ha visto la musica protagonista e soprattutto un nuovo linguaggio politico che ha avvicinato i giovani a tematiche di grande rilievo internazionale». Con queste parole il sindaco Alessandro Volpi ha salutato il Revolution Camp 2016, con un arrivederci alla prossima estate e la speranza che l'Ugo Pisa possa diventare un contenitore di idee simili per tutto l'anno. Eppure non ci avrebbe puntato un euro nessuno: a crederci è stata soprattutto l'assessore al turismo Elena Mosti che, fresca di nomina, ci ha messo la faccia sull'evento della stagione, supportata dal collega Gabriele Carioli, assessore alle attività produttive, dagli uffici comunali e da tutte le forze dell'ordine che "sono state preziose", commenta la Mosti, sollevata dall'ottima riuscita del camp, ma soprattutto dal fatto che "non sono nati problemi- ha detto-, non ci sono stati scontri, incidenti, dissidi o lamentele pesanti". Il bilancio, dunque è più che positivo: 12 giorni di campeggio dentro la pineta Ugo Pisa, attrezzata con centinaia di tende, cucine e bagni smontabili; 500 studenti campeggiatori, 2000 studenti passati dall'Ugo Pisa per assistere ai dibattiti e ai workshop universitari; centinaia di persone anche da Arci gay, 9000 persone per i concerti organizzati con Metarock, tra turisti e residenti; 9 serate che hanno visto la presenza di 12 artisti di fama internazionale e numerosi artisti locali, tra cui Teresa Plantamaura e i Blips; 3000 spettatori paganti per Max Gazzè; dibattiti politici con personaggi di spicco come la senatrice Monica Cirrinnà, la segretaria generale della Cgil Susanna Camusso e il ministro Martina. Centinaia di famiglie (quelle degli studenti minorenni) hanno accompagnato i figli soggiornando nelle strutture ricettive circostanti; Ageparc ha offerto assistenza peri primi giorni di campeggio agli studenti; i ragazzi sono riusciti a firmare convenzioni con bar, ristoranti e pizzerie che a prezzi modici hanno offerto cibo e bibite per l'intera durata del camp; ogni mattina una pasticceria ha sfornato per loro 500 brioches. Tutto il cibo avanzato è stato donato alla Caritas di Massa. La Digos è stata sempre presente, così come Polizia e carabinieri: la Municipale ha permesso che non ci fossero mai problemi di viabilità e anche i parcheggi hanno retto all'afflusso di gente. Non ci sono stati incidenti, né risse, né ubriachi girovaganti per le strade: le chiamate al 118 si contano sulle dita di una sola mano, secondo il bilancio degli organizzatori:una slogatura alla spalla giocando a beach volley, un'influenza estiva e una caviglia rotta. I ragazzi di Udu Studenti medi e Rete studenti, dopo la fine del Revolution, hanno provveduto a ripulire la pineta Ugo Pisa che, secondo il sindaco, "ora sta meglio di prima": hanno ripristinato la sabbia,hanno ripiantato una siepe sradicata durante il passaggio di una ambulanza, hanno smontato il palco e lo hanno restituito alla comunità. "Se devo chiedere scusa a qualcuno-conclude la Mosti- è a quei cittadini che per una ventina di giorni non hanno potuto correre nel parco come erano abituati a fare; un piccolo disagio che spero sia stato superato da quello che abbiamo offerto in cambio"

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