Il Tirreno

Contraccettivi, alla Asl spirali gratuite

dI Giulia Rafanelli
L’ingresso del reparto di ostetricia all’ospedale delle Apuane
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L’ingresso del reparto di ostetricia all’ospedale delle Apuane

È una proposta convenzionata per limitare gli aborti ripetuti. Legge 194: al Noa solo tre i medici non obiettori
Di seguito anche due nostre interviste ad un medico obiettore e ad un medico non obiettore

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È ancora un argomento tabù quello delle Ivg, le interruzioni volontarie di gravidanza. Se ne parla, è vero, ma quasi all’interno di una campana di vetro, forse di cristallo. Sempre attenti e non dire troppo o troppo poco. Qui nella provincia di Massa e Carrara è un argomento che fa discutere, fa discutere per le alte richieste di interruzione di gravidanza presentate negli ultimi anni (309 nel 2014, 310 nel 2013), per l’alto numero di medici obiettori presenti nell’ex Asl 1 (al Noa sono solo 3 i medici non obiettori e 14 gli obiettori) e una polemica si era accesa anche in virtù del drastico calo di richieste di Ivg nel 2015 (212 in totale) per qualcuno riconducibili alla difficoltà di accesso all’aborto nell’Asl di Massa Carrara. Massa Carrara ha anche un’altra problematica, se così possiamo chiamarla, le Ivg ripetute. I secondi aborti, per intenderci. Nel 2015 sono stati il 15 % del totale. Un dato allarmante che ha indotto i medici del nuovo ospedale apuano a suggerire alle pazienti di inserire dispositivi contraccettivi permanenti durante l’intervento di interruzione, spirali, Larc e impianti sottocutanei. Tra l’altro, quella di Massa Carrara è probabilmente l’unica realtà sanitaria toscana ad essere autorizzata all’acquisto di questi dispostitivi in convenzione con il Ssn.

I DATI. A fornirci i dati aggiornati al 2015 sulle interruzioni volontarie di gravidanza è il dottore Antonio Ragusa, direttore Ostetricia e Ginecologia del nuovo ospedale Apuane. In totale sono state 212, di cui 142 chirurgiche (la donna per l’interruzione si sottopone ad un’operazione), 70, invece le Ivg mediche quelle ovvero praticate con la somministrazione della pillola abortiva.
Per quanto riguarda il numero di medici obiettori e non obiettori: al Noa sono in servizio 3 medici non obiettori e 14 obiettori mentre nei consultori di zona sono in servizio 2 medici non obiettori e 5 obiettori.
Le ripetute, ovvero le seconde interruzioni volontarie sono state il 15 % del totale. Per evitarle al Noa di Massa si propone alle pazienti la contracccezione permanente: «Nel 2015 - ha precisato Ragusa - abbiamo inserito il 20% di iud; il 5% di impianti sottocutanei mentre il 25% è ricordo al metodo Larc. L'utilizzo della contraccezione permanente, applicata contestualmente all'intervento di IVG permette di evitare decine di recidive all'anno».
 

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Di seguito due interviste ad un medico obiettore e ad un medico non obiettore, entrambi del Noa.

MEDICO NON OBIETTORE: CRISTIANO POZZI

Iniziamo subito con una domanda diretta. Lei è un medico non obiettore di coscienza, in quanto tale ritiene che la diminuzione del numero di Ivg effettuate nel 2015 sia riconducibile ad una difficoltà di accedere alla pratica nell’ospedale di Massa Carrara?

Iniziamo col dire che qui siamo arrivati tardi alla metodica con la Ru486, la pillola abortiva, e insieme al fatto che a Massa e Carrara siamo soltanto 3 medici ospedalieri non obiettori, è probabile che le donne si siano rivolte agli ospedali della Versilia e di La Spezia. E questa potrebbe essere una spiegazione

E questo è giusto? Non dovrebbe essere compito dell’azienda sanitaria garantire un equilibrio tra obiettori e non obiettori in un ospedale?

In questo momento storico c’è quasi una corsa all’obiezione di coscienza. Gli obiettori sono aumentati e credo che l’azienda sanitaria non possa permettersi di non poter fare un intervento perchè impossibile. Parliamo ormai in termini di Area Vasta e credo che arriveremo ad un fisiologico equilibrio, se Pisa non è in grado di praticare l’interruzione, ci penserà Livorno, ecc, ma in questo momento non ci siamo ancora.

Parliamo delle interruzioni volontarie ripetute, A Massa Carrara sono molte tanto che alle donne che acconsentono proponete di inserire spirali gratuitamente, giusto?

Si a quelle che acconsentono, durante l’operazione in stato di anestesia inseriamo un dispositivo anticoncezionale e a costo zero e si sta dimostrando molto utile per le donne “recidive” anche se crea molta riluttanza nelle pazienti, soprattutto nelle donne giovani e nelle giovanissime. Si crede non sia consigliabile la spirale, ma non può che essere un vantaggio. Soprattutto perchè sei già in fase di intervento e poi qui è gratuito. È una soluzione possibile.

Siete collaborativi tra medici obiettori e non obiettori?

Certo, come c’è collaborazione tra ospedale e consultorio. In questo territorio il primo approccio passa quasi sempre dai consultori di zona.

Parlava di un aumento dei medici obiettori, non è un paradosso con la società sempre più liberale, scegliere l’obiezione di coscienza secondo lei? Come spiega la scelta dei suoi colleghi?

Credo che non piaccia l’idea filosofica dell’aborto. Il discorso che faccio io è che c’è una Legge dello Stato che regola l’interruzione volontaria di gravidanza, io sono un medico assunto da una struttura sanitaria dello Stato e metto a disposizione la mia professionalità per questa struttura. Ho fatto la mia scelta con serenità, quando arriva una donna che vuole ricorrere alla Ivg so di avere di fronte una persona che ha fatto una scelta. Il rischio è che in un futuro i medici non obiettori saranno così pochi che sarà più semplice e meno rischioso dichiararsi obiettori.

La Legge 194 (legge 22 maggio 1978, n.194) che regola l’aborto era stata definita una conquista dell’emancipazione femminile, è ancora una conquista sociale?

Nel corso degli anni si è persa questa idea di conquista.

Come si avvicinano le donne all’interruzione volontaria di gravidanza? paura o consapevolezza, quale atteggiamento prevale?

Sicuramente sono donne molto consapevoli. Alcune con storie molto intense. Qui a Massa Carrara c’è ancora molta reticenza nei confronti della terapia farmacologia (interruzione di gravidanza con pillola, ndr), si teme che non funzioni per quanto meno invasiva e sicuramente più discreta. La terapia farmacologica prevede due somministrazioni che si svolgono ambulatoriamente, con la prima pillola si interrompe la nutrizione del feto e a distanza di 48 ore la seconda somministrazione induce l’espulsione.

Chi sono le donne che ricorrono all’ivg? Qui al Noa arrivano molte donne straniere, le età le più diverse e per le motivazioni, le più varie.

 

MEDICO OBIETTORE: ALESSANDRA KEMENY

Dottoressa Kemeny, lei ha scelto l’obiezione di coscienza, scelta dettata da cosa?

Una scelta dettata da un conflitto interiore. I primi anni di specializzazione in ostetricia e ginecologia effettuavo le interruzioni di gravidanza e così anche nei primi anni di attività ma non stavo bene, personalmente intendo. Tornavo a casa e non mi sentivo tranquilla. Ho dovuto fare i conti con la mia formazione, da sempre molto liberale ma alla fine ho optato per l’obiezione.

E della legge 194.. Io credo che la legge 194 sia una legge giusta, ma io non posso eseguire un’interruzione perchè è un’operazione che certo non si fa in modo superficiale. Nel caso di una paziente che voglia interrompere la gravidanza, la indirizzo verso i miei colleghi. Ovvio che alla donna ci tengo e in questa Asl vengono inseriti dispositivi contraccettivi gratuitamente alla donna che acconsente. Credo sia un enorme passo avanti

Non crede sia eccessivamente risicato il numero dei colleghi non obiettori a Massa Carrara? Non credo sia necessaria la parità tra medici obiettori e non obiettori in una struttura sanitaria, a mio avviso l’essenziale è che il servizio sanitario sia garantito. Forse un solo medico non obiettore sarebbe troppo poco, ma due all’interno di una struttura ospedaliera potrebbero già essere sufficienti.

Cosa ne pensa della pillola abortiva, ritiene che la possibilità di non andare sotto i ferri possa aver indotto le donne a decidere di interrompere una gravidanza a cuore più leggero?

Non credo, piuttosto la pillola allevia le donne dal doversi sottoporre ad un intervento chirurgico.

Per lei, la netta riduzione di richieste di interruzione di gravidanza dello scorso anno può essere ricondotta ad una difficoltà di accesso alla pratica?

Non credo assolutamente, credo piuttosto che sia stato fatto un grande lavoro di prevenzione che va oltre la possibilità di avere gratuitamente la spirale; mi riferisco ad una maggior consapevolezza nella donna acquisita grazie all’informazione sanitaria, anche se molto ancora dovrà essere fatto. Ad esempio nelle scuole e con le giovanissime. Importante anche arrivare alle donne straniere soprattutto rivolgendosi a quelle culture in cui l’aborto era, e in parte è tutt’ora, considerato come una forma contraccettiva.

Mi permetta una domanda scomoda, se una donna a lei molto cara, una figlia o una sorella decidesse per l’interruzione di gravidanza volontaria, come reagirebbe?

Bella domanda, me lo sono chiesta spesso e non credo di avere una risposta. A qualcuno la mia scelta dell’obiezione potrà sembrare una scelta di comodo ma non lo è, è stata una scelta molto ponderata e come già detto arrivata alla fine di un percorso che vedevo non mi faceva stare tranquilla. Il legislatore mi concede la possibilità di scegliere e io ho fatto questa scelta.

Se in Italia non si potesse più scegliere se fare o meno obiezione di fronte alla legge 194, sarebbe anche pronta a cambiare specializzazione?

Non credo assolutamente che cambierei specializzazione, mi adeguerei piuttosto. Già per come stanno le cose adesso, io sarei disposta a fare i certificati con la richiesta per l’Ivg ma per legge non posso farlo (i soggetti autorizzati al rilascio della certificazione sono i consultori Familiari e i medici di fiducia, ndr). Chi sceglie di essere obiettore di coscienza non può partecipare a nessuna fase dell’aborto, solo dimettere la donna post intervento, ma io non avrei problemi a fare le certificazioni se la legge me lo consentisse. Capisco bene però che si creerebbe un contraddittorio con la scelta del medico. Ad ogni modo in questa Asl c’è molta collaborazione e la rete dei consultori è molto sviluppata.

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