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I soldi sono finiti, l’ambulanza Pimpa rischia di chiudere

I soldi sono finiti, l’ambulanza Pimpa rischia di chiudere

Il mezzo per il soccorso veterinario ha bisogno di fondi. L’assessore Berti: «Si tratta di un servizio facoltativo»

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MASSA. È stata la prima ambulanza veterinaria in Toscana e la seconda in Italia, nata quattro anni fa piena di propositi: quello di diventare il punto di riferimento per il soccorso animali di tutta la costa. Adesso "Pimpa" rischia di non poter più partire per il soccorso degli animali. Lo annuncia la Croce Oro, proprietaria del mezzo, spiegando che l'associazione non ha più soldi per portare avanti il servizio.«Fino ad oggi siamo andati avanti con le donazioni - spiega Claudio Simonini, presidente della Croce Oro - ma le spese adesso non sono più sostenibili». In questi quattro anni l'associazione ha sperato nell'affidamento del servizio di cattura degli animali da parte del Comune di Massa (che è capofila del servizio anche su Carrara e Montignoso). L'ambulanza veterinaria è stata introdotta nel codice della strada con il decreto legge 217 del 2012, il quale, per la prima volta, ha previsto che anche per il soccorso degli animali feriti si possa andare a sirene spiegate, proprio come per le persone. Purché chiaramente il mezzo sia idoneo. E Pimpa lo sarebbe. Ma di bandi di gara ad hoc, il Comune di Massa non ne ha mai aperti dal 2012.

«Non è obbligatorio - spiega il vicesindaco e assessore all'ambiente, Uilian Berti - ma solo facoltativo. È, in altre parole, un servizio in più che potremmo dare, ma a spese dei contribuenti. Costerebbe circa 200 o 300 mila euro all'anno in più». Le linee guida ministeriali sulle ambulanze veterinarie (pubblicate nel 2014), infatti, prevedono che, nel caso di mezzi adibiti al soccorso degli animali, è obbligatoria la presenza di un veterinario a bordo e il collegamento con una struttura veterinaria. Nel caso di mezzi di solo trasporto di animali invece non è necessario il veterinario, ma, in entrambi i casi, il personale non veterinario deve essere adeguatamente formato. «Immaginate quanto possa costare tenere attiva 24 ore su 24 un'ambulanza con un veterinario a bordo - continua Berti -. Fortunatamente non siamo più negli anni Settanta, quando le strade erano piene di cani randagi e c'era bisogno di questo servizio. Oggi sarebbe un servizio troppo caro».

Ad oggi l'unica ambulanza veterinaria in Italia convenzionata da un Comune è "Mi fido di te" di Pordenone, il cui presidente, Nicola D'Agostino, spiega che «avere un'ambulanza veterinaria è un dovere morale per un Comune che tiene alla tutela degli animali». Ma non è obbligatoria e Pimpa rischia di sparire. Per la gestione degli animali nel territorio, il Comune di Massa ha aperto tre bandi: uno per la gestione del canile e del servizio di trasporto animali, affidato all'associazione L'iIntreccio, uno per il canile rifugio di Reggio Emilia (dove vengono mandati i cani che non sono stati adottati a Massa) e uno per la clinica veterinaria, che è la Colombo di Lido di Camaiore.«Così il servizio funziona perfettamente - chiarisce Berti - e grazie al lavoro dei nostri uffici siamo riusciti anche a dare in adozione tanti cani del rifugio: nel 2012 erano 130, oggi sono 12». Adesso la partita aperta per il Comune è quella del canile: la struttura situata all'ex mattatoio infatti non è certo delle migliori e peraltro piazzata accanto a un futuro (questa la speranza) asilo. Per questo sono state individuate nel Regolamento urbanistico due possibili nuove aree in zona industriale, per la precisione in via Massa Avenza vicino alla nuova rotonda.«Sono aree di 7-8 mila metri quadrati - spiega Berti - in cui oltre al canile, che occuperebbe uno spazio di 1.500 metri quadrati, potrebbero venirci parcheggi». Si tratta, adesso, di realizzarlo.

Melania Carnevali

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