Il Tirreno

Il sondaggio di Confartigianato

Banche-imprese, rapporto critico

Il presidente Chericoni: «Interventi per una minore burocrazia»

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MASSA CARRARA. Sul tema del credito Confartigianato ha condotto un sondaggio tra le imprese associate. 202 imprese rispondenti, un campione quindi assolutamente rappresentativo del nostro territorio.

Le imprese intervistate danno un voto analogo che si inserisce nella sufficienza piena (voto medio 6,6) sia all'accoglienza e professionalità del personale, sia di chi dirige la banca. Questa valutazione poco più che sufficiente sulla professionalità degli operatori bancari con i quali trattano le nostre imprese, si ritrova anche nel loro giudizio circa la capacità della loro banca a risolvere i problemi segnalati dall'azienda (voto medio 6,3) e nel grado di soddisfazione circa la frequenza delle risposte ricevute dal proprio referente bancario (voto medio 6,1).

Secondo il report «le percezioni attuali dei nostri imprenditori quando pensano alla loro banca non sono infatti affatto positive».

E ancora: costo del denaro, costo dei servizi, accesso al credito e tempi di erogazione del credito.

«Ebbene, su tutti gli aspetti trattati vi è una valutazione prettamente negativa da parte dei nostri imprenditori, con punte di negatività sul costo del denaro. Su quest'ultimo il 53% delle imprese interpellate ci dice che è elevato, se non quasi inaccessibile; sul costo dei servizi, come sull'accesso al credito e sui tempi di erogazione è invece critico circa il 40%.Tant'è che il 35% degli imprenditori interpellati ha avuto un riscontro più negativo nei rapporti con la propria banca rispetto alle sue aspettative iniziali, a fronte di un solo 10% che invece si è dichiarato più che soddisfatto rispetto alle sue attese».

Commenta il_Presidente della Confartigianato Imprese di Massa - Carrara, Sergio Chericoni: «La crisi, la crescita allarmante della disoccupazione e una pressione fiscale, locale e nazionale, che anche nel primo semestre del 2016 è rimasta a livelli preoccupanti, rischiano di prolungare i loro effetti negativi sulle imprese, già stremate da forti difficoltà, e provocare un ulteriore impoverimento delle famiglie, le quali dal 2007 hanno perso un potere di acquisto di oltre € 4.500 annue. Il tempo delle attese è finito. Dal futuro di questo sistema di imprese dipende il futuro del Paese. Occorrono interventi per una minore burocrazia e un minore costo del lavoro oltre all'attuazione di politiche per l'edilizia, per rimettere in moto una filiera importante dell'economia.

In questo ambito il rapporto banca/ impresa è un fattore determinante per cui occorre trovare soluzioni per un migliore dialogo operativo finalizzato a supportare le aziende rispetto ai loro programmi imprenditoriali. Il nostro sondaggio rappresenta in maniera significativa quali sono le esigenze e le aspettative delle imprese.

Le risultanze di questa indagine saranno oggetto di ulteriori approfondimenti interni alla Associazione per individuare percorsi concreti per contribuire a sostenere le aziende nelle loro attività».

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