Attenzione
Agricoltura a difesa della montagna
Partecipazione al convegno organizzato dalla Cia nel borgo di Ponticello
FILATTIERA. Un convegno sentito e partecipato quello che si è svolto nel suggestivo borgo di Ponticello, allestito per mostrare gli antichi mestieri, fulcro della civiltà contadina che ha segnato, e segna tuttora, la Valle della Luna, diventando quell'imprinting necessario per comprendere la tradizione e la storia di questo territorio.
Il dibattito, organizzato dalla Cia (Confederazione Italiana Agricoltori), si è sviluppato sull'importnatissima sinergia tra agricoltura e montagna, raccogliendo tanti giovani imprenditori che hanno deciso di scommettere in questo settore, con il duplice scopo di rilanciare le produzioni, con un riflesso sull'indotto interno, ma anche di essere agenti diretti di contrasto al dissesto idrogeologico ed alla manutenzione ordinaria della montagna. Il Presidente nazionale dell'associazione, Dino Scanavino, ci ha spiegato quale sia la grande importanza di mantenere in attibità l'agricoltura nei territori montani .
«La montagna è stata abbandonata, bisogna considerarla un valore naturale ed economico, per il paese complessivamente, è un obiettivo che noi ci poniamo, ma che non abbiamo ancora raggiunto. L'agricoltura di montagna è la componente essenziale per prendersi cura di essa, la montagna non vive di favole, ma di economia. Insieme al turismo, tutte le attività che si aprono sulla dorsale appenninica diventano un oggetto di scommessa. Altra risorsa è il bosco, a mio avviso il castagneto sarebbe da assimilare ad un frutteto, dobbiamo inoltre pensare che l'incolto non è un bosco, ma provoca danni a tutto il sistema, da quello idrico a quello geologico. Questa è la tipologia che si sviluppa anche in Lunigiana, molto legata alle risorse naturali, molto rispettosa, ma che deve fare rete, non deve essere solamente un elemento di cornice ad un paesaggio estremamente interessante, il turismo si innesta all'interno di questo sistema economico, la presenza degli agricoltori, primi manutentori del territorio diventano fondamentali anche per dare questa dimensione ad un comprensorio. Il turismo deve essere di alta qualità, adeguato che possa dare risalto a queste caratteristiche».
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