Il Tirreno

Ha portato con sé tutti i suoi affetti

di Alessandra Vivoli
Ha portato con sé tutti i suoi affetti

L’anziano boscaiolo prima di suicidarsi ha sparato alla moglie alla nuca e poi ha ucciso il loro cagnolino maltese

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ZERI. Forse nella sua mente aveva già programmato tutto da tempo. Forse era solo stanco di vivere e voleva andarsene portando con sè gli affetti più cari, la moglie e il cagnolino maltese bianco che da anni viveva insieme a loro. Nessun biglietto, nessun elemento che possa aggiungere, almeno al momento, altro sulla tragedia che sabato, a poche ore dal Ferragosto, ha sconvolto la piccola comunità di Zeri, e di tutta la Lunigiana. I carabinieri stanno portando avanti le indagini ma sulla ricostruzione dei fatti non ci sono dubbi e sono escluse altre ipotesi rispetto a quello dell’omicidio-suicidio. Il magistrato non ha disposto neppure l’esame autoptico ma solo l’ispezione esterna dei cadaveri che verrà eseguita nell’obitorio di Pontremoli.

Andrea Triscornia, 89 anni era nato a Carrara, nel quartiere del Bugliolo, si era trasferito a Zeri dopo la guerra e dopo aver conosciuto la moglie, Marisa, 88 anni, con cui è stato insieme una vita. In passato aveva fatto il boscaiolo, da tempo viveva nella piccola frazione La Dolce-Foce di Rossano dove sabato alle 15 e 30 è avvenuta la tragedia.

Il figlio e la nuora, che abitano nello stesso casolare arroccato in mezzo ai boschi, erano partiti la mattina, per trascorre la giornata con alcuni amici nella riviera ligure. Andrea e la moglie hanno pranzato, molto presto come d’abitudine. Nel primo pomeriggio Marisa ha deciso di alleviare il caldo facendosi un pediluvio nel cortile della casa. È qui che l’ha raggiunta il marito. Non l’ha guardata negli occhi. Con la pistola del figlio (regolarmente detenuta) le ha sparato alla nuca. La donna è morta sul colpo. Il marito non si è fermato. Non si è guardato indietro ma ha raggiunto il piano superiore della casa e ha ucciso il cane, il maltese di piccola taglia che ormai faceva parte della loro famiglia. E alla fine si è sparato in fronte. La tragedia si è consumata in pochi minuti. Qualcuno dei vicini, da quello che trapela dalle prime ricostruzioni del fatto, ha sentito gli spari ma non si è allarmato più di tanto dal momento che si tratta di una zona molto frequentata da cacciatori. Nel casolare è piombato di nuovo il silenzio, rotto solo dal rientro del figlio e della nuora dei due anziani coniugi. Aperto il cancello di casa il figlio cinquantenne della coppia, ex maestro di sci, si è trovato davanti una scena terrificante. Il corpo della madre privo di vita in giardino. Quello del padre e del cagnolino al piano superiore della casa. Sono stati subito allertati i carabinieri della stazione di Zeri e sul posto sono arrivati in tempo brevissimo anche quelli di Pontremoli. Per i due anziani non è stato potuto fare altro che costatare la morte. Resta da capire cosa sia successo in quelle ore del primo pomeriggio di sabato, che cosa abbia spinto l’ottantanovenne Andrea, da tutti in paese descritto come una persona mite e tranquilla, a impugnare la pistola e portare via con sè, nell’ultimo viaggio tutto il suo mondo. Andrea e Marisa stavano bene, certo con gli acciacchi dell’età che rendeva sempre più difficile uscire di casa, ma - questo è quanto trapela dalla prima fase delle indagini e dalle prime testimonianze acquisite dai carabinieri - non avevano problemi gravi di salute che avrebbero potuto giustificare il gesto di Andrea. La coppia non aveva nemmeno problemi economici, conduceva una vita tranquilla e prima di sabato l’ex boscaiolo non aveva mai esternato segnali di quel tormento che lo ha spinto a compiere l’atto estremo di sabato scorso. In casa non è stato ritrovato, almeno al momento, alcun biglietto. La tragedia ha suscitato profondo cordoglio in Lunigiana e già nella giornata di ieri in molti hanno voluto stringersi al dolore dei familiari facendo visita all’ospedale di Pontremoli.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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