Gioco
«Gragnana ha ben accolto i diciannove rifugiati»
Don Primiero Scortini parla di un esempio di positiva integrazione «Sono giovani educati e rispettosi: lo sport come chiave di aggregazione»
CARRARA. Il paese di Gragnana, la frazione del comune che conta circa 900 abitanti, da marzo scorso conta 19 abitanti in più: si tratta di 19 ragazzi, di età compresa tra i 19 e i 37 anni, provenienti da varie regioni del Centrafrica come il Benin, la Nigeria, il Ghana, il Sudan, quasi tutte regioni sconvolte dalla guerra o comunque attraversate da forti tensioni sociali. Questi giovani stranieri hanno trovato accoglienza presso il centro gestito dalla cooperativa sociale Servizi Toscani che si trova nel paese.
«Gragnana ha accolto bene i nuovi arrivati, non ci sono state frizioni di alcun genere, in paese sanno che sono ragazzi guidati e poi in questi mesi hanno dimostrato di essere educati e hanno adottato un atteggiamento di rispetto verso la comunità»," racconta Don Primiero Scortini, il dinamico parroco del paese.
I ragazzi infatti sono seguiti da Servizi Toscani, che si occupa di loro sia per quel che riguarda il vitto e l'alloggio, sia per quel che riguarda la loro integrazione nella comunità con attività di volontariato soprattutto dedicata alla pulizia e alla messa in ordine di spazi pubblici ma in primis garantendo loro corsi di lingua italiana.
«Ma l'integrazione passa anche attraverso lo sport, perché lo sport è un momento socializzante», racconta ancora don Primiero, che per questo, perché possano giocare anche con gli altri ragazzi del paese, ha messo loro a disposizione il piccolo campo sportivo della parrocchia; in cambio i giovani stranieri si sono impegnati a mantenerlo in ordine e pulito. Lo sport come chiave di aggregazione sembra essere quindi la strategia messa in campo da Gragnana per superare le difficoltà di una convivenza forzata dagli eventi fra diverse culture, tant'è che i ragazzi del centro non solo hanno contribuito alla realizzazione della 30esima edizione della Notturna Gragnanina, la corsa che viene organizzata a Gragnana ogni anno patrocinata dal Comune assieme a Coni, Endas e Fondazione Cassa di risparmio di Carrara, sistemando sul sentiero la segnaletica con i cartelli indicatori e dando una mano allo staff che segnalava il percorso ai corridori durante la gara, ma anche partecipando alla competizione stessa tra i corridori non professionisti.
«E' stato importante-continua il parroco- perché partecipando a iniziative di questo tipo si può riuscire ad integrarli nella vita del paese. E la gente li ha accolti bene. Io ho cercato di orientare i miei parrocchiani in questa direzione e ho cercato di sollecitare in loro un atteggiamento positivo. Poi va considerato che il paese è abituato ad accogliere stranieri: 7 anni fa quando arrivai, nello stesso centro per esempio, c'era un piccolo gruppo di senegalesi che poi col tempo è riuscito a sistemarsi».
Tra questi ragazzi arrivati da diversi paesi dell'Africa, solo uno è cattolico, un ragazzo ghanese, gli altri sono tutti di fede musulmana ma per don Primiero questo non si sta rivelando affatto un problema. Il parroco infatti ci ha spiegato come nei loro paesi di origine, il rapporto tra musulmani e cattolici non è vissuto come un rapporto conflittuale, perché, commenta: «solo dove c'è una sobillazione politica nasce il conflitto».
Insomma da don Primiero l’invito ad aprire una nuova stagione di tolleranza e rispetto reciproco. »Si può costruire qualcosa di buono, per tutti, anche se le difficoltà oggettive e burocratiche non mancano di certo».
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