Il Tirreno

Bagno Morgana, un’oasi accessibile: "Basta la volontà"

I ragazzi ospiti allo stabilimento Morgana con i loro accompagnatori e la Consulta di Carrara
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I ragazzi ospiti allo stabilimento Morgana con i loro accompagnatori e la Consulta di Carrara

Lo stabilimento ospita trenta ragazzi con disabilità La titolare: "È la maleducazione delle persone a dare fastidio, non la disabilità"

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«È la maleducazione delle persone a dare fastidio, non la disabilità». Cinque minuti a telefono con Elena Bottari e la sensazione è che stare anche solo a parlare di disabilità, di accessibilità e non accessibilità sia superfluo. Al suo bagno sul litorale di Marina, il bagno Morgana, sono stati accolti una trentina di ragazzi con disabilità di vario tipo, con età che vanno dai 18 ai 40 anni e tutti di Carmagnola, vicino a Torino. Non è la prima volta che questo gruppo di persone dall’associazione Famiglie e Volontari per l’handicap di Carmagnola passa il periodo estivo a Marina di Carrara. Affatto, la collaborazione con la consulta disabilità del Comune di Carrara va avanti dal 1980 ma mai prima di questa estate 2016, i ragazzi e i loro ospiti avevano avuto un ombrellone. «Ci siamo sempre organizzati per portare questi ragazzi con i loro accompagnatori alle spiagge libere accessibili presenti a Marina di Carrara» - ha spiegato Pier Angelo Tozzi, presidente della consulta. Quest’anno però la Consulta ha voluto fare un tentativo: “Vediamo se troviamo posto presso uno dei bagni del litorale”.

Le aspettative erano basse, non si temeva l’indifferenza, Marina di Carrara, gli stabilimenti di Marina di Carrara hanno dimostrato in più occasioni di essere sensibili verso le problematiche individuali, inoltre, l’associazione imprenditori balneari ha avviato una stretta sinergia con la consulta da molto tempo. Però, insomma è alta stagione, 30 persone con disabilità potrebbero non risultare graditi ai clienti del bagno. Potrebbero storgere il naso. E invece la storia, almeno questa volta, è andata diversamente. Il bagno disponibile ad accogliere la comitiva c’è, è il Morgana. I clienti non storgono affatto il naso. Anzi, sorridono e a loro volta imparano e si meravigliano di quanto in niente consista quella che di solito etichettiamo come “diversità”. Merito forse dei 30 ragazzi ospiti del bagno Morgana. «Osservo questi ragazzi e mi sento gratificata, la loro felicità è contagiosa e poi non fanno che ringraziarci per aver affittato loro un ombrellone, sembra quasi incredibile considerando che questo è quello che facciamo ogni giorno, affittiamo ombrelli e sdraio ma loro ci sono grati»,

Elena la titolare del Morgana parla schiettamente, non si nasconde dietro un dito: «Siamo onesti, confrontarsi con la disabilità può creare imbarazzo ma è nostro dovere, come imprenditori balneari, migliorare continuamente la nostra capacità di accoglienza e poi, appunto, la maleducazione in spiaggia è di altro genere». Il bagno di Elena è un bagno accessibile, attrezzato, ovvero per persone con disabilità. Tra i suoi ospiti scesi dal nord nessuno ha disabilità di tipo motorio ma anche in quel caso il Morgana non avrebbe ritirato l’offerta: «Come il mio, sono molti i bagni di Marina di Carrara attrezzati con passerelle per le carrozzine. Per una persona con disabilità poter stare in spiaggia su una sedia comoda è una grande gioia. Vede - spiega Elena - non serve molto, non sono necessari grossi investimenti di spesa, nè chissà quale impegno di risorse. Bastano la volontà e delle accortezze minime per permettere a tutti di sentirsi bene. E quando vedo un cliente stare bene, sto bene anche io. Sa, non si lavora mica solo per i soldi» - dice e poi precisa: «Non sono un caso isolato, in questo Marina di Carrara è molto brava, è che di queste cose si parla ancora troppo poco e con pregiudizi».

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