Il Tirreno

«Riconversione della ditta Costa»

di Gianluca Uberti
«Riconversione della ditta Costa»

Aulla, lo sostiene il documento della maggioranza ma per l’opposizione si tratta solo di «un contentino che non dice nulla»

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AULLA. La sospensione "per insubordinazione" del consiglio comunale di venerdì pomeriggio sulla ditta Costa ha impedito che venisse votato dall'assise un documento preparato dalla maggioranza consiliare. Un consiglio comunale che verrà ricordato come uno dei più roventi degli ultimi anni, con centinaia di persone nella sala consiliare del municipio fra cittadini di Albiano Magra che chiedono la chiusura della ditta Costa e lavoratori alle dipendenze di questa.

Il documento. Tornando al documento che, poi, non è stato votato, con questo il consiglio comunale avrebbe impegnato il sindaco di Aulla, Silvia Magnani, "a verificare, per quanto di competenza dell'Amministrazione, il puntuale rispetto delle normative ambientali e urbanistiche dell'intero impianto attualmente sotto sequestro e a chiedere con forza e determinazione, con il sostegno unanime del consiglio comunale, nell'ambito dei contesti istituzionali e normativi vigenti, il supporto necessario per individuare e sostenere le soluzioni utili a favorire la chiusura delle attività che generano conflitto con il territorio, favorendo un percorso di riconversione industriale che, escludendo il trattamento del rifiuto indifferenziato e umido, possa garantire alla comunità di Albiano un ambiente sano e vivibile". Il tutto in virtù della "forte preoccupazione per le conseguenze degli incendi scoppiati nello stabilimento della ditta Costa ad Albiano Magra la sera del 4 ottobre 2015 e del 31 luglio 2016, che hanno ulteriormente esasperato il clima di tensione e di preoccupazione in una comunità che, da anni, deve sopportare l'attività di un'azienda che tratta rifiuti indifferenziati, oltre a carta e plastica". Inoltre, nel documento si esprimeva "preoccupazione per la situazione di tensione fra la popolazione che ha ripetutamente chiesto la chiusura dell'impianto" e veniva manifestata "solidarietà ai lavoratori dipendenti che oggi, a causa di uno scontro insanabile fra azienda e contesto sociale, vedono a rischio il loro futuro". Infine, si ribadiva "la necessità che le attività di trattamento del rifiuto indifferenziato e umido, attualmente svolte al suo interno, siano trasferite in impianti adeguati nell'ambito della Provincia, come disposto da apposita circolare di ATO rifiuti Toscana nord".

Le contestazioni. Ma a contestare il documento preparato dalla maggioranza consiliare era la consigliere comunale di minoranza di "Idee in Comune", Maria Grazia Lombardi. Infatti, la consigliere comunale di opposizione leggeva una nota in cui definiva sia il documento proposto dalla maggioranza che il consiglio comunale stesso "una farsa alla quale "Idee in Comune" non vuole fare parte. Dopo quanto venuto alla luce, e parlo dei documenti viziati e taroccati, dopo due incendi nell'arco di dieci mesi, siamo ancora qui - attaccava la Lombardi - a dare il mandato ad un sindaco che non vuole fare nulla per chiudere un'azienda ormai, senza dubbi, pericolosa. Costa non può più stare né ad Albiano, né da nessun'altra parte, tantomeno a Pallerone, perché chi è avvezzo ad eludere regole e leggi, protetto da politicanti conniventi, replicherà lo stile. Ovunque andrà. Un consiglio comunale dove tutto - proseguiva la Lombardi - è già stato deciso a priori e a tavolino, cona la Regione che, con una delibera di alcuni mesi fa, fatta ad hoc, metterà la Provincia nelle condizioni di rilasciare una ulteriore proroga a Costa nelle more della conclusione del procedimento di Valutazione di Impatto Ambientale in essere, con l'unica complicazione per la ditta che dovrà dimostrare di aver ripristinato l'agibilità dell'impianto a seguito dell'incendio. Fatte, ovviamente, salve le risultanze delle inchieste in corso, che, però, saranno probabilmente lunghe" sottolineava la consigliere comunale di "Idee in Comune". Il sindaco Silvia Magnani, tirata pesantemente in ballo, replicava a squarciagola di non essere disposta a recitare la parte del piccione da impallinare, sottolineando che l'Amministrazione comunale da lei guidata "è stata la prima a fare qualcosa, con tutte le denunce che abbiamo fatto, con il procedimento amministrativo che abbiamo avviato e che sarà concluso dall'architetto Valentina Gatti quando rientrerà al lavoro da dirigente comunale all'urbanistica al termine del periodo di maternità". Infine, a definire il documento della maggioranza "un contentino che dice tutto e niente, con i cittadini che sembrano più informati delle istituzioni", era Martino Matarese, intervenuto nel consiglio comunale come semplice cittadino, il quale fa parte del Meet Up Lunigiana del Movimento 5 Stelle.

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