Il Tirreno

Mare ok, ma il danno è fatto

di Giulia Rafanelli
Un ragazzo mentre legge il divieto di balneazione dei giorni scorsi
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Un ragazzo mentre legge il divieto di balneazione dei giorni scorsi

Gli albergatori bacchettano i politici. Lotto: "Dobbiamo iniziare a capire che la costa è una sola".
Intanto tolto il divieto a Montignoso

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MONTIGNOSO. Il prelievo “suppletivo” è andato bene, la conta batterica nel campione analizzato giovedì scorso dai tecnici di laboratorio Arpat ha fatto rientrare l’allarme e la lettera recapitata ieri mattina all’ufficio del sindaco di Montignoso ne è stata la conferma: il divieto di balneazione nello specchio d’acqua a destra del Versilia poteva essere rimosso.

Gianni Lorenzetti non se l’è fatto dire due volte e ha immediatamente dato il permesso affinchè i bagnini degli stabilimenti interessati togliessero quel fastidioso foglietto bianco dalla loro torretta che vietava ai bagnanti di avvicinarsi all’acqua perchè inquinata.

L’antefatto. L’8 agosto, il monitoaraggio ordinario dello stato delle acque di Arpat aveva rilevato alti livelli di inquinamento nel tratto della costa a destra del Versilia (per intenderci, nella zona del Beach Club). Il sindaco Lorenzetti era stato costretto a firmare un’ordinanza di divieto di baneazione e aveva richiesto immediatamente un secondo componimento. E questo, da legge, è stato eseguito a distanza di 48 ore. Come supposto, e sperato, i parametri sono tornati ben al di sotto della soglia: il parametro che ha misurato la presenza del batterio della Escherichia coli in 100ml è passato da 504 Mpn dell’8 agosto a 41 l’11 agosto.

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Allarme rientrato dunque. Si, ma quell’ordinanza di divieto, seppur temporanea, è ormai una fotografia a tinte fosche che qualcuno si è affisso in bacheca a futura memoria. Nessuna disdetta fortunatamente da parte dei turisti ma i divieti di balneazione presenti sulla costa apuana (sette in totale - QUI LA MAPPA) in aggiunta all’”incubo” alga tossica, per qualcuno, sono stati un pretesto sufficiente per chiedere un rimborso per “l’handicap” subito. «I malumori sono rientrati in fretta e, personalmente, non abbiamo avuto richieste di cancellazione e credo neppure i miei colleghi - riferisce Sabrina Giannetti titolare dell’Hotel Eden di Cinquale e rappresentante di Federalberghi - ma abbiamo dovuto rispondere alle preoccupazioni dei turisti e della clientela cercando di tranquillizzarli».

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A settembre, volgendo lo sguardo indietro, il rammarico ci sarà. Rammarico per come si è evoluta questa stagione balneare 2016 che forse aveva fatto sperare in qualcosa di più. «Non abbiamo fatto una bella figura - riprende la Giannetti - Sarebbe ora che le amministrazioni capissero che sono necessarie strategie di programmazione e di depurazione che coinvolgano anche la vicina città di Lucca per capire da dove vengono e come fermare gli sversamenti nella foce Versilia».

Il divieto a Montignoso ha dato fastidio al turismo, Sabrina Giennetti lo dice molto chiaramente e lo conferma anche il presidente di Confimprese di Massa e Carrara, Claudio Lotto: «Se le problematiche sono le stesse anno dopo anno, significa che anno dopo anno continuiamo a non risolverle».

Inutile poi gridare “All’alga, all’alga” in piena stagione estiva: «Quello dell’alga tossica è un problema noto da anni, ma iniziare a parlarne a giugno non serve. Iniziamo a preoccuparcene a novembre per arrivare ad agosto preparati».

Lotto fa anche un’altra considerazione di natura più generale: «Dobbiamo iniziare a capire che la costa è una sola, i nostri politici sono troppo abituati a guardare solo il proprio Comune ma un divieto a Montignoso ha ricadute in negativo anche a Massa, a Carrara e fino alla Versilia. Per il territorio servono strategie e visione unitarie. È la nostra costa». È la costa apuana.

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