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proposta choc

Aumentano le prostitute, «filmiamo i loro clienti»

MARINA DI MASSA. Negli ex alberghi c’è anche chi si prostituisce. Ma è soltanto un aspetto di un fenomeno in paurosa crescita a Marina di Massa. Come hanno raccontato l’altro giorno in commissione...

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MARINA DI MASSA. Negli ex alberghi c’è anche chi si prostituisce. Ma è soltanto un aspetto di un fenomeno in paurosa crescita a Marina di Massa. Come hanno raccontato l’altro giorno in commissione Sociale del Comune. Ed è venuto fuori che attualmente le prostitute e i viado coprono tutta la costa a partire da Povero fino ad arrivare fino alla Partaccia. Ma non ci sono soltanto ragazze che si prostituiscono disul lungomare, ormai le lucciole si sono trasformate in escort, affittano appartamenti lussuosamente arredati e ricevono dalla mattina al pomeriggio. Con tariffe che non superano mai i cento euro. Sono orientali, ma soprattutto sudamericane. E non hanno mai più di trent’anni. Difficile scoprirle, ma chi affitta loro gli immobili rischia parecchio. Come quel titolare di un’agenzia immobiliare finito a processo con la richiesta della confisca di quattro case di sua proprietà. Difficile da censire le escort, ma tra Massa e Carrara sono circa una ventina. Quello degli affitti è un mercato parallelo. In nero. E riguarda soprattutto le prostitute e i transessuali, persone che occupano una casa non solo per viverci ma soprattutto per lavorarci. Le abitazioni alcova si trovano quasi tutte a Marina e da tempo sono nel mirino delle forze dell’ordine, impegnate nella lotta alla prostituzione.

Le lucciole che lavorano in strada non è semplice scoprirle, per le colleghe da marciapiede però c’è la proposta avanzata in commissione dal consigliere comunale Stefano Benedetti: «Bisogna installare videocamere che filmino anche le targhe dei clienti da sanzionare senza alcuna pietà, poi é necessario emettere un'ulteriore ordinanza per vietare la sosta delle auto nei tratti interessati». Una proposta destinata a sollevare parecchie polemiche, soprattutto per quanto riguarda la privacy. Ma certo qualcosa bisogna fare per arginare il fenomeno, che mai come quest’anno ha assunto dimensioni preoccupanti.

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