Gioco
Zittita l’assessora regionale Fratoni
Tensione al consiglio comunale di Aulla alla fine sciolto per “insubordinazione” del folto pubblico presente in aula
AULLA. L'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni, che se ne va con la scorta, essendo stata praticamente subito interrotta quando aveva da poco iniziato il suo intervento. Il consiglio comunale che viene sospeso "per insubordinazione": testuali parole della presidente dell'assemblea Roberta Semeria.
Basterebbero queste due annotazioni per fare comprendere l'atmosfera che si respirava ieri pomeriggio al consiglio comunale aullese convocato per discutere della ditta Costa a seguito dell'incendio, il secondo in meno di 10 mesi, di domenica 31 luglio, che ha sparso un fumo nero e minaccioso su Albiano Magra e dintorni. E pensare che la seduta, in una sala consiliare del municipio stipata all'inverosimile di cittadini di Albiano Magra e di lavoratori e operai della ditta Costa, era iniziata quasi in sordina, ma la tensione si è fatta ben presto strada, travolgendo le ragioni degli uni e degli altri. Ad accendere gli animi, con la sua voce stentorea, era Walter Moretti, uno dei leader della mobilitazione contro la ditta Costa, il quale ci andava subito giù duro: «L'unica strada è stare dentro la legalità, ma le istituzioni sono corrotte, gli amministratori sono corrotti. La ditta Costa è in ritardo di 20 anni e abbiamo visto Conferenze dei servizi con cui questa veniva aurorizzata a lavorare da 500 metri cubi di rifiuti a 90mila tonnellate». Quindi, interveniva l'altro leader anti Costa, Roberto Cipriani, che parlava da padre di famiglia: «Mia figlia ha subito ben 4 incendi, io a lei devo pensare...». A dispetto, poi, della vulgata ecosostenibile e vagamente avulsa dalla realtà degli ultimi anni, ieri si è visto perfettamente quanto sia ancora difficile conciliare il diritto dei cittadini a vivere in un ambiente salubre e il diritto al lavoro. Infatti, non sono mancati gli scontri fra operai e cittadini albianesi.
Messa da parte l'immagine della sala consiliare, con i lavoratori da un lato e i cittadini dall'altro a testimoniare che gli interessi degli uni e degli altri sono ancora inconciliabili, è stato l'intervento di Francesco Esposito, operaio 25enne della cooperativa IdealService, che lavora all'interno della ditta Costa, ad aggiungere tensione: infatti, il giovane si è rivolto ai cittadini albianesi dicendo loro: «Se avreste un figlio o un padre che lavora da Costa la pensereste cosi?». La gente di Albiano Magra rispondeva affermativamente, ma è con l'intervento di un'altra lavoratrice, Marina Donati, la quale vive a Caprigliola, che l'atmosfera diventa esplosiva: «Prima le case non erano così vicine all'impresa...». Una frase che scatena una autentica insurrezione a suon di decibel, con la cittadina albianese Barbara Ferrari che ricordava all'operaia che «ci sono case sorte nel dopoguerra ad Albiano, ma, purtroppo, ci sono anche persone che ignorano questo». Da quel momento in poi, praticamente la situazione sfugge di controllo, con una cittadina che paragonava Albiano ad una donna stuprata, con Gigliola Ciacchini dell'ARPAT, che criticava l'aggressività nella sala, e Vincenza Bianchimagni dell'ASL, che respingeva la strumentalizzazione della figura della donna, mentre Moretti tornava ad urlare: "Noi siamo abusati!".
Quindi, prendeva la parola in una atmosfera incandescente l'assessore regionale all'ambiente, Federica Fratoni: «E' spiacevole vedere contrapposti cittadini e lavoratori»; parole pronunciate le quali il pubblico iniziava a rumoreggiare, con la Fratoni che prendeva le proprie carte e se ne andava. E nel finale non mancava lo scontro fra le opposizioni consiliari, rappresentate da Tania Brunetti del Pd e da Maria Grazia Lombardi di "Idee in Comune", e la sindaca Silvia Magnani: "Nessuno vuole essere preso in giro" esclamava la Brunetti; "Questa è una farsa e il sindaco non vuole fare nulla per chiudere l'azienda" le faceva eco la Lombardi. La Magnani replicava a squarciagola di non essere disposta a recitare la parte del piccione da impallinare, sottolineando che l'Amministrazione comunale da lei guidata «è stata la prima a fare qualcosa, con tutte le denunce che abbiamo fatto, con il procedimento amministrativo che abbiamo avviato e che sarà concluso dall'architetto Valentina Gatti quando rientrerà al lavoro da dirigente comunale all'urbanistica al termine del periodo di maternità». E prima che la seduta si concludesse nel caos, la sindaca, che tornava a definire la ditta Costa "incompatibile con il territorio", riservava una stoccata al presidente della Provincia, Ugo Malatesta, assente ieri nella sua veste di consigliere comunale: "Perché non c'è a dirci che cosa intende fare?". Infatti, è la Provincia che dovrà decidere sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio della ditta Costa, in scadenza il 29 agosto.
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