La manifestazione
Quando Poveromo era terra di sognatori
Da Montale a Calvino, da Ungaretti a Bobbio e Calamandrei: i grandi che soggiornavano ai Ronchi sfilano in un libro
MARINA DI MASSA. C'è un lembo di terra all'ombra delle Alpi Apuane, che ha saputo unire personaggi come Alberto Savinio, Walter Benjamin, Mino Maccari, Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Piero Calamandrei, Norberto Bobbio, Italo Calvino, Giuseppe Ungaretti, Alfonso Gatto, solo per citarne alcuni. Scrittori, politici, intellettuali, poeti, artisti e altri che, con le loro opere, hanno segnato un'epoca, tutti affascinati da questa mèta vacanziera, forse per la tranquillità, la calma che il verde della vegetazione marittima sapeva trasmettere in contrasto con il mare, al cospetto delle Alpi Apuane.
Stiamo parlando di Poveromo, o almeno di quel Poveromo da amarcord, dove non era difficile imbattersi, in una giornata estiva, in questi personaggi che avevano scelto proprio la parte del litorale massese per la villeggiatura. C'è da immaginarseli, a piedi oppure in bici, che attraversano le verdi pinete per raggiungere la spiaggia, per godere pienamente delle peculiarità del territorio, per staccare dal ritmo urbano e per trovare in quel paesaggio così calmo, discreto, nuova linfa per la loro produzione intellettuale.
Artisti come Savinio e Maccari, scrittori e poeti come Calvino, Ungaretti e Gatto, fino a uno dei padri della Costituzione, Piero Calamandrei, tra gli altri. Il contesto è quello del secolo scorso, il periodo tra le due guerre, i sanguinosi eventi della seconda guerra mondiale per arrivare alla ricostruzione del secondo dopoguerra e la forza di ripartire, fino al disastroso tornado dell'agosto di 39 anni fa. Un fazzoletto di terra ma ricco di storie, dove quelle ville, quei luoghi, che nel corso del Novecento hanno ospitato l'élite intellettuale, adesso sono coperti dal verde e in pochi ormai sanno cosa c'è dietro a quella passeggiata tra il verde che accompagna le stradine all'accesso al mare.
E allora, per tentare di non disperdere questo lascito, o almeno di ricordare quello che fu, si è parlato di queste storie, ma anche di tanto altro, dunque, nel tardo pomeriggio di giovedì scorso all'Hotel Eden, davanti a una sala gremita, in occasione della presentazione del libro “Poveromo. Terra di poeti e sognatori” (formato cm 24 x 20, pagine 192, € 25), edito da Maschietto Editore e pubblicato in collaborazione con la Società degli Amici di Ronchi e Poveromo, «ultimo di una serie di libri che parlano della zona», come ha sintetizzato la neo presidentessa della società, Silvia Carandini.
Alla presentazione, oltre a Mauro Fiori, per il Comune di Massa, a portare i saluti del primo cittadino Volpi, anche lo storico dell'arte Massimo Bertozzi e l'architetto Massimiliano Nocchi, docente al Politecnico di Milano. Proprio questi ultimi due hanno curato parti del testo, il primo con un intervento sulla storia delle vacanze nel luogo; Nocchi, invece, con un contributo sull'aspetto architettonico delle case più famose (come la casa di Savinio), tra Ronchi e Poveromo. Nel libro sono presenti anche interventi di Duino Ceschi, Ornella Casazza e, inoltre, anche il diario degli ospiti della Pergola, albergo e ristorante, meta dove al tempo assiduamente si incontravano parecchi di questi noti nomi per mangiare, discutere e passare del tempo tutti assieme.
L'appendice contiene inoltre un omaggio a Calamandrei, con la ripubblicazione del testo di Camilla Bergamaschi “Una stagione irripetibile: Calamandrei e gli amici torinesi del Partito d’azione”. Vari e preziosi contributi, dunque, da più punti di vista, per legare, i ricordi di quel Poveromo (e Ronchi) di ieri ai giorni nostri.
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