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Case della salute, la Cisl attacca i sindaci

Case della salute, la Cisl attacca i sindaci

Figaia: «A Capannori e a Lucca quelle strutture ci sono già, noi cosa aspettiamo? Zubbani deve chiedere al collega Volpi e a Varese di attivarsi prima possibile»

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CARRARA. «A Capannori e a Lucca le case della salute di III livello ci sono già. Noi cosa aspettiamo?»

È questa la provocazione del segretario della Cisl Toscana Nord Andrea Figaia, reduce dalla presentazione del piano di Area Vasta dell'azienda sanitaria. Il sindacalista si inserisce così nel dibattito, particolarmente acceso, sugli assetti della sanità locale a seguito della rivoluzione innescata dall’apertura del Noa e dalla nascita della “mega Asl”. Figaia non nasconde la sua preoccupazione che riguarda un po’ tutto il territorio apuano e in particolare la “sua” Carrara. A lui, del resto, i conti non tornano e, piano alla mano, c'è il forte timore che a Massa-Carrara non arrivino le risorse per mantenere gli impegni presi: «In lucchesia hanno già attive tre case della salute di tipo complesso. Nel nostro territorio ne sono previste altrettante ma per ora nessuna è aperta 24 su 24» osserva il segretario della Cisl, sottolineando come nessuna delle strutture attualmente operative soddisfi appieno le esigenze dei cittadini della zona delle apuane. Le difficoltà di gestione dell'afflusso dei pazienti al Pronto Soccorso emerse nel corso dell'estate al Noa ne sono una dimostrazione. «Il problema non è solo quante case della salute abbiamo, è quante ce ne sono di tipo “complesso”» insiste il sindacalista, ricordando che questo tipo di presidio, aperto 24 ore su 24, è in grado di funzionare da centro di primo soccorso alleggerendo così il lavoro al Noa, dove si trova l’unico vero pronto soccorso della cosa apuana. Figaia entra poi nel merito dei servizi destinati al territorio carrarese e precisa: «Serve sicuramente una casa della salute complessa. A decidere se sia più utile aprirla in centro città, per un’utenza di 7 mila persone, o ad Avenza, in grado di servire un bacino di oltre 40 mila persone, deve essere l’azienda sanitaria. Resta il fatto che però bisogna aprire e in fretta». Il dubbio del segretario della Cisl è legittimo, anche se - come molti hanno già osservato - i tempi di percorrenza tra Avenza e viale Mattei sono piuttosto brevi, paragonabili forse a quelli che fino al novembre 2015 i pazienti affrontavano per raggiungere il Monoblocco. Diverso il discorso per Carrara e - soprattutto - per le frazioni a monte che per raggiungere il Noa, in auto o in ambulanza, impiegano sicuramente di più. E insistendo sul tema dell'urgenza dei servizi, Andrea Figaia ricorda che altri territori, vedi la lucchesia, si sono mossi meglio e prima di noi: «Il san Luca è il gemello del Noa. Eppure là hanno già due case della salute complesse, una delle quali, quella di Capannori, non dista molto dall’Ospedale. Noi invece – polemizza - stiamo ancora aspettando». Di qui la “strigliata”, si fa per dire, ai rappresentanti delle istituzioni che siedono nella conferenza dei sindaci dell’Asl Toscana Nord Ovest. «Angelo Zubbani deve chiedere al suo collega Alessandro Volpi e a Riccardo Varese, presidente della Società della Salute della Lunigiana di attivarsi per ottenere l’apertura di case di tipo “complesso”» conclude Figaia nella speranza che l’eventuale intervento dei vertici delle amministrazioni locali riesca a convincere l’azienda sanitaria ad attivarsi. (c.ch.)

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