Il Tirreno

Bonifica, scoperti 1.300 immobili fantasma

Scovati i furbetti della tassa “sui corsi d’acqua”. Il Consorzio per la sicurezza idraulica: nessun aumento

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MASSA. Meno prelievi sui beni agricoli, aumentati i contributi di bonifica sulle cave estrattive. E, soprattutto, 1.300 immobili (e relativi proprietari) che sfuggivano alla “tassa” sulle bonifiche idrauliche e che sono stati adesso censiti e chiamati a pagare. Il Consorzio di Bonifica Toscana Nord presenta il nuovo “Piano di classifica”, adesso la parola passa alla giunta regionale. La logica è semplice, «pagare tutti per pagare meno» ha sottolineato a più riprese Ismaele Ridolfi, presidente del consorzio che si occupa della sicurezza idraulica del nostro territorio. Ma non solo, al termine dell'assemblea composta dai rappresentanti della nostra provincia – presenti i comuni di Massa, Carrara e Montignoso – per l'approvazione del documento, il dato è chiaro: grazie all’aumento del contributo di bonifica richiesto alle cave, adeguato con un incremento di oltre il mille per cento all’anno e al recupero di 1.300 immobili “fantasma” «crescono gli investimenti per la sicurezza – spiega in una nota il Consorzio – ma non aumenta neppure di un euro il gettito richiesto a ogni area del territorio».

Ma che cos'è il piano di classifica? In parole povere è una sorta di piano regolatore dei corsi d'acqua, un documento che permette di definire il beneficio che gli immobili ricevono dall’attività di manutenzione effettuata dal Consorzio e quindi il contributo di bonifica che deve essere ripartito tra i tutti contribuenti. Dopo il passaggio in assemblea, il documento è adesso inviato alla giunta della Regione, a cui spetta l’ultima parola sulla sua approvazione.

«L’equità contributiva è il principio alla base del nuovo Piano – sottolinea Ismaele Ridolfi – abbiamo dato omogeneità alla situazione dei consorziati, adesso abbiamo gli stessi criteri per calcolare il contributo, col superamento delle diversità derivanti da diversi piani di classifica fino ad adesso utilizzati nelle singole aree e quindi otteniamo più eguaglianza nel pagamento dei tributi».

Un territorio, quello gestito dal Consorzio, in continua crescita: dopo la riforma del 2012 il reticolo idraulico sotto la manutenzione dell'ente è passato da 4.300 a 8.122 chilometri, «i consorziati ora sanno con sicurezza che, a parità di beneficio ottenuto dalla attività del Consorzio e di valore dell’immobile in questione, in tutto il comprensorio a loro è richiesto lo stesso contributo di bonifica – continua Ridolfi – e non si prevede alcun aumento al gettito complessivo, ma solo una diversa distribuzione del contributo tra le categorie e le aree. Con un occhio di riguardo al mondo agricolo a cui viene riconosciuto un ruolo fondamentale nel presidio del territorio, per questo è stata prevista una riduzione del contributo complessivo richiesto ai beni produttivi agricoli, tra cui le serre». a.p.

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di Redazione Massa