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Ex Ugo Pisa, «che parco» E il Comune ora ci punta

Ex Ugo Pisa, «che parco» E il Comune ora ci punta

L’area, ripulita dagli studenti di Revolution camp, ha un grande potenziale turistico La giunta cerca sinergie con i privati, ma i finanziamenti per la colonia sono a rischio

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MASSA. Come valorizzare l'Ugo Pisa, il parco che ha appena sfoderato il suo enorme potenziale durante il Revolution camp, il festival degli studenti medi e universitari che ha portato a Ricortola migliaia di persone? Come evitare che finisca nuovamente nel dimenticatoio, come i grandi eroi che vengono accantonati dopo un periodo di gloria? È quello su cui si interrogherà l'amministrazione comunale nelle prossime settimane.

L'assessora alla promozione del territorio, Elena Mosti, è intenzionata a portare il tema nelle prossime giunte, la prima delle quali dovrebbe tenersi questa mattina. La battaglia è far diventare quel parco un luogo di eventi. «È un parco bellissimo e peraltro posizionato in una zona storicamente depressa - spiega l'assessora - Può quindi diventare anche un volano per Ricortola». Per dodici giorni - tanto è durato il campeggio degli studenti, che nella parte musicale ha incontrato il Metarock di Pisa - ha ospitato dibattiti, incontri, seminari, concerti e attirato ogni giorno centinaia e centinaia di persone, con il picco di oltre tremila biglietti staccati per il live di Max Gazzè. Certo non sarà facile replicare. O meglio: non sarà così facile realizzare altri eventi di questo calibro. Lo spazio c'è, ma a mancare sono le risorse.

«L'amministrazione comunale può mettere sicuramente a disposizione lo spazio - spiega il vicesindaco e assessore all'ambiente, Uilian Berti - ma sono i privati che devono farsi avanti, perché il Comune attualmente non ha soldi per fare eventi di questo tipo». Intanto la sfida è tenersi il Revolution camp.

«Spero vivamente possa diventare una collaborazione continuativa - commenta Elena Mosti - e che gli studenti tornino su questa costa ogni anno. Non abbiamo ancora fatto un punto, ma ci riteniamo soddisfatti di come è andata. Inoltre, appena finiremo di ripulire il parco, i cittadini potranno vedere che lavoro hanno fatto questi ragazzi». Intendiamoci, il parco prima dell'evento non era sporco, ma trasandato sì: erba alta, arbusti, sentieri inesistenti. I giovani si sono rimboccati le maniche e lo hanno messo a nuovo. L'altra sfida, quindi, adesso, è quella di mantenerlo così.

«Il problema è che questo parco - spiega Berti - non rientra nemmeno nella rete dei parchi perché non ha il punto ristoro». Nel Regolamento urbanistico è prevista la realizzazione di punti ristoro e l'intenzione dell'amministrazione è di realizzarne uno proprio all'interno del parco dell'Ugo Pisa. Punto ristoro che poi dovrebbe essere gestito da un'associazione. «In questo modo - commenta il vicesindaco - non solo si garantirebbe una manutenzione ordinaria, ma anche una maggiore attrattiva per il parco». Senza dimenticare poi che in ballo c'è ancora il progetto di riqualificazione che interessa gli edifici presenti nell'ex colonia Ugo Pisa, il parco e la viabilità perimetrale esterna che il Comune ha presentato in Regione per accaparrarsi i fondi comunitari stanziati con i Piu. Il progetto è arrivato tredicesimo su 14 ammessi a finanziamento, anche se di fatto ne verranno finanziati solo 8. Inizia ora la seconda fase del bando, in cui verranno analizzati gli studi di fattibilità (i progetti esecutivi).

«Inoltre deve esserci anche la possibilità del Comune che ha partecipato - spiega Berti - di cofinanziare il progetto. Se non c'è, salta il finanziamento al progetto e si passa a quello dopo in classifica. Ci vorrà del tempo, ma è possibile di riuscire ad aggiudicarsi quei finanziamenti».

Melania Carnevali

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