Il Tirreno

Timori per la sospensione dell’area chirurgica

Timori per la sospensione dell’area chirurgica

Il comitato civico chiede garanzie per l’attività dell’ospedale di Fivizzano «A San Marcello Pistoiese allo stop temporaneo non è seguita la riapertura»

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FIVIZZANO. Dopo la notizia di una possibile chiusura del reparto di Pneumologia si aggiunge la preoccupazione per la sospensione, a partire dal mese di agosto, dell’attività dell’Area Chirurgica nell’ospedale cittadino. Come sempre a lanciare un grido di allarme è il Comitato per il diritto alla salute in Lunigiana che dice “ ora basta, il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, l’assessore alla Sanità Stefania Saccardi e il Commissario Area Vasta Nord Ovest Maria Teresa De Lauretis, devono smetterla di prendere in giro i cittadini della Lunigiana”.

Il Comitato si rivolge anche al sindaco Paolo Grassi e tutta la giunta Comunale sostenendo «è ora che dimostri concretamente di preoccuparsi in modo serio e competente delle problematiche sanitarie, delle difficoltà e dei disagi che i cittadini del territorio comunale sono costretti a subire ormai quasi quotidianamente, e almeno comincino a pretendere il rispetto in tutte le sue parti del documento/accordo dei Patti Territoriali che loro stessi insieme a Regione e Asl nel 2014 avevano approvato».

E qui il Comitato entra nello specifico della nuova preoccupazione «dopo la notizia riguardo l’intenzione di chiudere il reparto di Pneumologia che ha fatto la storia del nosocomio fivizzanese, giungono notizie preoccupanti seppure non ancora ufficiali della possibilità di “sospensione” a partire dal mese di agosto dell’attività dell’Area Chirurgica. Anche a San Marcello Pistoiese era stata “sospesa” l’attività che però non è mai ripresa».

E qui sui rileva che « già da tempo la tendenza è di effettuare buona parte degli interventi chirurgici programmati all’ospedale di Pontremoli, che dovrebbe eseguire invece gli interventi in urgenza come previsto nei Patti Territoriali. Dai dati disponibili nel periodo che va da maggio a gennaio scorsi si evince che almeno sessanta sui duecento interventi eseguiti a Pontremoli avrebbero avuto tutte le caratteristiche per essere effettuati presso la struttura di Fivizzano. Quindi la drastica riduzione dei ricoverati in Area chirurgica, il divieto inoltre da parte del Commissario De Lauretis di appoggiare pazienti di Area Medica, quando in sofferenza per mancanza di posti letto, nel reparto di chirurgia stesso, non fanno presagire nulla di buono».

La preoccupazione del Comitato in sostanza è che per l’ospedale di Fivizzano si profili lo stesso triste percorso di quello di San Marcello Pistoiese «che dopo la chiusura dell’Area Chirurgica perde il Pronto Soccorso, sostituito da un Punto di Primo Intervento. Infine l’apertura della Casa Della Salute ha decretato la chiusura definitiva della struttura ospedaliera per lasciare il posto ad un Presidio Integrato Ospedale Territorio».

A questo punto il Comitato chiede ai responsabili sanitari e ai rappresentanti politici chiarezza: «che ci dicano una volta per tutte come intendono tutelare la salute dei cittadini dei territori periferici e disagiati. Ci dicano se il documento che contiene i cosiddetti Patti Territoriali è da considerarsi a questo punto carta straccia. Se l’articolo 32 della Costituzione Italiana, il Principio di Universalità Equità ed Uguaglianza di accesso alle prestazioni e ai servizi Sanitari, il Principio della Centralità della Persona, rappresentano ancora un importante riferimento da considerare e rispettare oppure no».

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