Il Tirreno

la rivoluzione della filodiam

«Così il filo diamantato non sarà più un pericolo»

«Così il filo diamantato non sarà più un pericolo»

CARRARA. Suo nonno fu tra i primi a produrre i “nuovi” fili diamantati che all’inizio degli anni ’80 rivoluzionarono il mondo del lapideo, archiviando per sempre quelli elicoidali. E così, nel 1996,...

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CARRARA. Suo nonno fu tra i primi a produrre i “nuovi” fili diamantati che all’inizio degli anni ’80 rivoluzionarono il mondo del lapideo, archiviando per sempre quelli elicoidali. E così, nel 1996, quando fondò un’azienda tutta sua, la Filodiam, Valter Rossi decise di fare tesoro di quell’esperienza, arricchendola però di innovazione e ricerca. Oggi la Filodiam festeggia i primi 20 anni di attività che l’hanno portata ad affermarsi come un’azienda di eccellenza nel panorama locale, con una ventina di dipendenti e filiali anche in Spagna e nei Balcani e una clientela sparsa un po’ in tutto il mondo, dagli USA al Brasile, passando per India ed Emirati. Nel celebrare a dovere il ventesimo compleanno della sua creatura, il “patron” di Filodiam coglie l’occasione per sottolineare i punti cardine del percorso intrapreso dal 1996 a oggi: «L'esperienza non basta bisogna investire continuamente in ricerca ed innovazione per essere in grado di fornire prodotti sempre più resistenti e sempre più sicuri» spiega Valter Rossi insistendo su uno degli obiettivi fondamentali della sua azienda, quello di realizzare prodotti che incrementino i livelli di sicurezza in un mondo, quello del lapideo, segnato – soprattutto nel corso dell’ultimo anno – da troppi incidenti mortali. Parlando poi di filo diamantato non si può non ricordare quello che è accaduto, nel novembre del 2015 nei pressi delle cave Calocara: durante un’operazione di taglio, il filo diamantato si spezza e una perlina raggiunge alla testa, colpendolo a morte, Nicola Mazzucchelli, un cavatore di 46 anni padre di 4 figli. Si tratta del secondo incidente mortale da agosto, ne seguiranno purtroppo altri quattro tra il monte e il piano. E proprio per dare il suo contributo al miglioramento dei livelli di sicurezza, oltre a usare esclusivamente materie prime tedesche e italiane, la Filodiam ha introdotto alcune innovazioni nella sua filiera produttiva: «Non solo rivestiamo i fili con plastica poliuretaminica ma blocchiamo sempre con il poliuretano ogni singola perlina, realizzando così prodotti che se montati a regola d'arte possono limitare i rischi in modo davvero significativo». Molti fili, in caso di rottura, “sparano” contemporaneamente 5 perline: quelli prodotti da Filodiam, grazie al blocco in poliuretano, al massimo ne lasciano partire una. «I nostri prodotti hanno il 99% in meno di possibilità rispetto a quelli realizzati in modo tradizionale di scagliare nel vuoto più di una perlina» spiega Rossi e aggiunge: «per i prossimi tre anni abbiamo intenzione di realizzare prodotti nuovi, sempre più sicuri e resistenti».

Cinzia Chiappini

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