Sicurezza
Sit in dei dipendenti Costa oggi davanti all’impianto
I cinquantasette operai, ora in cassa integrazione, chiedono alla Provincia di non tergiversare sulla proroga all’autorizzazione alla lavorazione
ALBIANO MAGRA. Anche i 57 lavoratori in cassa integrazione della ditta Costa si mobilitano in difesa del loro posto di lavoro e del loro futuro. Infatti, oggi alle ore 16 è in programma una loro manifestazione con sit in fuori dei cancelli dell'azienda per la quale hanno lavorato fino a domenica 31 luglio, data del secondo rogo in meno di dieci mesi agli impianti di lavorazione dei rifiuti.
Un'occasione in più per tenere alta l'attenzione sul loro caso e per tenere il fiato sul collo alle istituzioni, in particolare alla Provincia, che deve decidere sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio della ditta Costa entro il prossimo 29 agosto. Ed è proprio contro la Provincia che ha aperto ieri un fronte di forte polemica la rappresentante sindacale aziendale della FIT/CISL, Linda Donati, facendo riferimento al tavolo in Prefettura che si è tenuto lunedì mattina, a Massa, con i lavoratori della ditta Costa, tavolo a cui la Provincia era assente, pur essendo stata, a quanto pare, invitata. «Dopo l'incontro con il prefetto - ha spiegato su queste colonne la sindacalista Linda Donati - , ci siamo recati presso la sede della Provincia, dove abbiamo parlato con il dirigente il quale ci ha ripetuto la solfa che la Provincia per esprimersi sulla proroga delle autorizzazioni all'esercizio della ditta Costa deve attendere l'avvalimento dei tecnici della Regione Toscana. A parte il fatto che l'avvalimento della Regione è arrivato e la concessione della proroga altro non è che un atto dovuto, il dirigente, visto che ci ha detto di non disporre delle necessarie competenze sulla vicenda, forse dovrebbe fare un passo indietro. E poi diversi tecnici provinciali ora sono in carico alla Regione, ma in tutti questi anni hanno seguito la vicenda e tutti conoscono le logiche dell'allungamento dei termini in assenza di una autorizzazione definitiva».
Da sottolineare che alla ditta Costa è stata dissequestrata l'area dell'azienda non colpita dal rogo di domenica 31 luglio, ovvero l'ufficio pesa e l'ingresso dei mezzi. Il tutto mentre ad Albiano Magra i cittadini continuano a rimanere sulle spine per la questione amianto, che potrebbe essersi sprigionato dal tetto del fabbricato B della ditta Costa a seguito del grave incendio di domenica 31 luglio. La Costa potrà riprendere l'attività produttiva, non appena gli enti preposti daranno il nulla osta, nelle aree non interessate dall'incendio.
Gianluca Uberti
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