Il Tirreno

Il sindaco su Nca: «No allo spezzatino della concessione»

di Cinzia Chiappini
Il sindaco su Nca: «No allo spezzatino della concessione»

Zubbani fredda i sindacati ma sul futuro del cantiere annuncia iniziative regionali e presso il ministero

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CARRARA. Il sindaco Zubbani riferisce in commissione Attivita’ produttive sulla vertenza Nca e parla di “scostamenti importanti rispetto al piano industriale”. Il primo cittadino annuncia un nuovo tavolo al ministero dello Sviluppo ma si dice contrario allo “spezzatino dell’area”.

Gli impegni effettivamente non sono stati rispettati ma la risposta non può e non deve essere lo spezzatino di un’area che, nel caso, perderebbe gran parte del suo valore. Meglio discuterne al Ministero dello Sviluppo, là dove tutto è iniziato.

Angelo Zubbani torna a parlare dei Nuovi Cantieri Apuania che, insieme a quella di C-Map, è una delle vertenze calde dell’estate

Davanti alla commissione Attività Produttive di Fabrizio Giromella (Sel Sorridi Carrara) il primo cittadino ha riferito le ultime novità confermando, da un lato, l’esito “negativo” della ricognizione sul Piano Industriale effettuata dall’Autorità Portuale e annunciando l’attivazione dei canali regionali per chiedere un nuovo tavolo al Ministero dello Sviluppo.

L’idea è quella di andare a Roma, entro metà settembre, per tornare a discutere del cantiere e per aprire la discussione sulla vertenza C-Map, deflagrata a giugno con l’annuncio da parte della proprietà di 27 esuberi. In attesa di una convocazione, intanto sul caso Nca, il sindaco di Carrara ha confermato che rispetto agli impegni assunti dalla proprietà in sede di accordo di programma, a dicembre 2012, c’è uno «scostamento importante», soprattutto sulla produzione navalmeccanica.

A fronte dei 37 milioni di fatturato previsti dall’azienda, ne sono arrivati zero, cosa che ha spinto il Comitato Portuale, competente per l’assegnazione delle concessioni, a chiedere all’Autorità Portuale un ulteriore approfondimento. L’obiettivo questa volta sarà quello di verificare, ha spiegato Zubbani, le “giustificazioni” addotte dalla proprietà per motivare un risultato così deludente.

«La tesi della crisi del settore non regge, d’altronde era già così nel 2012 quando hanno comprato il cantiere» ha osservato il sindaco che poi, incalzato da Massimo Menconi (Pri) sul destino della concessione trentennale assicurata alla proprietà e da Matteo Martinelli (M5S) sulle possibili “strategie d’uscita”, ha dichiarato: «Si deve tornare a Roma, la Regione si è già attivata per chiedere un incontro e rimettere attorno allo stesso tavolo tutti quei soggetti che approvarono la cessione del cantiere a Costantino». A decidere di eventuali misure “sanzionatorie” a carico della proprietà per il mancato rispetto del piano industriale, ha lasciato intendere il sindaco, saranno dunque gli stessi attori che nel 2012 tennero a battesimo il processo di privatizzazione.

«Sicuramente posso dire che l’ipotesi avanzata da alcuni sindacati di riperimetrare l’area in concessione non è sostenibile» si è sbilanciato Zubbani, stroncando così le speranze di chi – dalla Fiom-Cgil ai tanti lavoratori - aveva pensato di “ridimensionare” gli spazi assegnati al gruppo di Giovanni Costantino per far posto ad altri imprenditori. «Difficilmente si può pensare di collocare un nuovo operatore in quel bacino» ha tagliato corto il sindaco accennando che questa soluzione è già stata valutata in sede di Comitato Portuale e scartata per motivi tecnico/logistici.

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