Il Tirreno

I gechi di Pardini e i pacman di Chiari per le vie di Torano

I gechi di Pardini e i pacman di Chiari per le vie di Torano

Continua la rassegna d’arte nel borgo dei cavatori La prima volta del soprintendente Luca Ficacci

2 MINUTI DI LETTURA





CARRARA. I gechi martiri di Giancarlo Pardini che denunciano il calvario degli animali, i pacman "illuminati" in marmo di Chicco Chiari che convivono a fianco dello scalpo del terribile alieno Predator e la morbida ed impeccabile lingerie di Patricia Glauser appena uscita dalla lavatrice: a Torano Notte e Giorno l'anima bianca del borgo dei cavatori si intreccia alle contemporaneità del linguaggio e delle interpretazioni di una trentina di artisti, tra italiani e stranieri, che intrepretano le affascinanti declinazione del "difetto".

Oltre cento le opere in esposizione fino al 13 agosto che hanno richiamato l'attenzione anche del Sovraintendente dei Beni Culturali, Luca Ficacci. E' la prima volta che un rappresentante del Ministero visita la rassegna.

A Torano l'arte diventa elemento di curiosità, pretesto per scoprire il borgo, annusare i profumi, ascoltare le voci leggere degli abitanti ed apprezzare gli sgabei ripieni con lardo, come facevano i cavatori. E' passeggiando dentro il paese degli artisti, così viene chiamato, fatto di case appiccicate l'una all'altra, colorate e rumorose, collegate da viottoli e scantinati aperti che l'arte ti viene incontro.

Promossa dal Comitato Pro Torano per la direzione artistica di Emma Caste sono innumerevoli le forme di comunicazioni utilizzate dagli artisti per veicolare temi a volte forti come nel caso dell'installazione del carrarino Giancarlo Pardini con la Via Crucis dei gechi simbolo delle sevizie che subiscono gli animali abbandonati, maltrattati, torturati e ridicolizzati.

I gechi di Pardini sono ballerine, transgender, kamikaze costrette al calvario. Attinge dalla filmografia di fantascienza e al mondo dei videogiochi come Terminator, Guerre Stellari e Pacman gli "scalpi" di Chicco Chiari realizzati in marmo bianco di Carrara.

I "Ricordi dal Futuro", questo il nome della sua serie, sono ospitati in uno dei tanti scantinati che odorano di chiuso e poesia a fianco del set di abiti da notte, mutandina, reggiseno, gonnellina e canottiera dall'apparenza leggerezza. Ed ancora, disseminate nel borgo, i volti di Francesco Garden modellati impiegando con genialità la terracotta, il super-eroe di Domenico Pellegrino, le tele bellissime di Monica Spiccini e i mezzi busti senza bulbi di Giorgio Giannaccini.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa