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Guardia carceraria si toglie la vita sparandosi con la mitraglietta

Guardia carceraria si toglie la vita sparandosi con la mitraglietta

MASSA. Ha guardato la mitraglietta che aveva in mano e l’ha puntata contro di sé premendo il grilletto dopo un attimo di esitazione. Si è tolto la vita così un agente della polizia penitenziaria di...

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MASSA. Ha guardato la mitraglietta che aveva in mano e l’ha puntata contro di sé premendo il grilletto dopo un attimo di esitazione. Si è tolto la vita così un agente della polizia penitenziaria di 47 anni in servizio nella casa circondariale di via Pellegrini. Ieri, pochi minuti dopo le 14. Era di turno e i colleghi lo stavano cercando, proprio perché avevano sentito degli spari. Lo hanno trovato poco distante dalla postazione dove lo avevano lasciato. È stato avvertito il 118, ma quando è arrivata l’ambulanza con il medico non c’era più nulla da fare Era sposato e aveva un figlio. L’inchiesta è in mano al sostituto procuratore Alessia Iacopini: il magistrato si è recata anche in carcere per effettuare un sopralluogo e per capire se si trattava effettivamente di un suicidio. Ed è stato effettivamente un gesto volontario. Anche se è stato disposto un esame esterno della salma, giusto per stabilire quale è stato il colpo mortale. Sulle cause invece la procura non indagherà, chiudendo il fascicolo abbastanza velocemente.

L’agente dopo un lungo periodo di convalescenza era da poco rientrato in servizio. Sulla vicenda suicidi interviene il segretario generale dell'ugl polizia penitenziaria Alessandro De Pasquale che proprio oggi, sulle vicende che riguardano la sicurezza dei poliziotti, ha inviato una lettera al Ministro Orlando chiedendogli di sensibilizzare il capo Del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria Consolo.

«Occorre interrogarsi - dice il sindacalista dell'Ugl - Ogni volta che un poliziotto si uccide c'è solo un problema personale o familiare, oppure il contesto lavorativo incide maggiormente nella determinazione dell'assurdo gesto?

«Chiediamo l'istituzione, in ogni istituito penitenziario, di centri di ascolto, costituito da esperti in psicologia appartenenti ai ruoli tecnici della polizia penitenziaria, impiegati in via esclusiva in attività di prevenzione. È arrivato il momento che lo Stato faccia la sua parte per tutelare e aiutare i suoi servitori ».

Il nulla osta della procura per la sepoltura dovrebbe essere firmato in mattinata, dopo l’esame esterno del corpo.

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di Redazione web