Il dolore
E ora fa paura l’allarme per l’amianto
I vigili del fuoco continuano a gettare acqua sull’impianto Costa: si teme la dispersione di fibre
AULLA. Sono tornati a muoversi gli albianesi che si battono contro la ditta Costa. E non poteva essere altrimenti, visto che ora c'è anche un allarme amianto ad Albiano Magra a seguito del rogo di domenica 31 luglio nell'azienda di lavorazione dei rifiuti. Infatti, l'immagine che sta preoccupando e parecchio gli albianesi in questi giorni è rappresentata dai Vigili del Fuoco che gettano grandi quantità d'acqua sul tetto del fabbricato B della ditta Costa, quello maggiormente danneggiato dall'incendio. Il tutto ad oltre una settimana dal rogo, segno che c'è qualcosa che non va Una situazione che ha indotto il sindaco Silvia Magnani ad emettere una nuova ordinanza, la n. 41 del 6 agosto scorso, con cui impone alla ditta Costa di «provvedere immediatamente e senza indugio e, comunque, nei tempi tecnici strettamente necessari, alle seguenti attività di bonifica: adozione di misure atte ad evitare la possibile diffusione di fibre di amianto dalla copertura del fabbricato B in ambiente; rimozione della copertura del fabbricato B, salvo che non sia dimostrata, con una apposita valutazione, che la stessa sia ancora in condizioni da non rappresentare pericolo di rilascio di fibre; messa in sicurezza di eventuali frammenti di lastre di amianto caduti sul terreno». Di conseguenza, ieri decine di cittadini che chiedono la chiusura della ditta Costa si sono recati in municipio per incontrare Silvia Magnani, la quale ha informato gli albianesi che le sue ordinanze non fanno altro che recepire quello che viene comunicato dall'ASL. Infatti, per quanto concerne l'ordinanza sull'amianto, è stata l'ASL ad informare il Comune che le temperature raggiunte dalle lastre di copertura del fabbricato B della ditta Costa, durante il rogo, «possono aver alterato la matrice cementizia, con conseguente possibile rilascio di fibre di amianto». Di qui l’intervento dei vigili del fuoco.
Tornando a ieria, quindi, gli anti Costa si sono recati presso gli uffici ASL di Monti di Licciana Nardi, ben decisi a non andarsene finché non avessero ottenuto chiarimenti. A parlare al telefono con la dirigente ASL, dottoressa Ghileri, è stato Walter Moretti, uno dei leader della mobilitazione anti Costa: "Alla Ghileri abbiamo detto che il problema non è la copertura del tetto del fabbricato B della ditta Costa, ma i cosiddetti "big bag" che contengono amianto tra i rifiuti. Ci ha detto che è impossibile che possano essere stoccati rifiuti del genere, ma le abbiamo replicato che Costa può lavorare anche quelli. Quindi, riteniamo che quello che è ricaduto dal cielo nei parchi giochi per i bambini possa essere il residuo dell'amianto bruciato. Stavolta la dirigente ASL ci è sembrata più disponibile, ma noi non ci fermiamo e, come noto, abbiamo già presentato un esposto contro l'ASL, a cui ne seguiranno altri contro tutti gli enti coinvolti nella vicenda, Procura compresa».
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