Attenzione
Ventimiglia, fermati due carraresi
I due attivisti erano in Liguria a sostegno dei migranti e dell’apertura delle frontiere. Rilasciati nel tardo pomeriggio
CARRARA. Erano andati a Ventimiglia per partecipare al presidio di protesta dei No borders - rete di attivisti internazionali che da oltre un anno è impegnata sul confine italo francese per sostenere i migranti che vogliono attraversare la frontiere - ma hanno passato l’intero pomeriggio in caserma. Due attivisti carraresi, Maurizio Etzi e Luca Morelli, sono stati fermati ieri pomeriggio dai carabinieri del posto e portati in caserma, poco prima che il presidio iniziasse. Nessuna accusa, solo controlli. Ma, di fatto, non hanno potuto partecipare all’azione di protesta.
«Siamo stati fermati mentre stavamo camminando sul marciapiede per andare a comprare le sigarette - raccontano i due una volta rilasciati - Ma non ci hanno fatto uscire fino a quando l’ultimo attivista non ha lasciato il centro città». La tensione in questi giorni è alle stelle a Ventimiglia. Era in programma da tempo, per ieri, un corteo dei No borders per denunciare le condizioni - a detta degli attivisti - disumane in cui vivono i migranti nel campo della Croce Rossa di Ventimiglia e urlare, nuovamente, al mondo che le frontiere devono rimanere aperte. E non chiuse, quindi, come in Francia. Poi però è successo che sabato pomeriggio, un gruppo di quaranta No borders ha provato a raggiungere il campo profughi, ma sono stati bloccati dalla polizia. Ci sono stati tafferugli. La polizia ha usato la mano forte. Sono partite manganellate, fermi, arresti. È morto anche un poliziotto, stroncato da un infarto mentre scendeva dalla camionetta della polizia. Poco prima, poi, c’era stata anche una perquisizione nella sede dei No borders a Campo Rosso, a pochi chilometri da Ventimiglia. Vista la tensione, gli attivisti hanno deciso in mattinata di annullare il corteo e di fare solo un presidio. Il sit-in ha preso vita nel centro di Ventimiglia, a margine di una conferenza stampa in cui i No borders hanno denunciato la violenza della polizia nei confronti sia dei migranti sia degli attivisti.
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«Ci sono video in cui si vedono poliziotti insultare i migranti e manganellare attivisti che semplicemente passeggiano in strada», dicono i No Borders,«e voi giornalisti avete il dovere di raccontarle queste cose». E continuano: «Non vogliamo cadere in trappola - hanno detto, riferendosi all’annullamento del corteo - Non c’entriamo nulla con la morte dell’agente di polizia, avvenuta per cause naturali mentre i suoi colleghi ci inseguivano e picchiavano».
Al valico di frontiera del Fanghetto nel frattempo però erano arrestate tre persone, due donne e un uomo, trovati in possesso - secondo quanto riferiscono le forze dell’ordine - di bastoni, spranghe, catene. Si tratta di una donna toscana residente a Parigi e due francesi, un donna e un uomo. Quasi contemporaneamente, a Ventimiglia, vengono fermati anche i due carraresi che erano nella città ligure con un altro gruppo di attivisti apuani. Stavano andando in un bar - come raccontano - poco prima dell’inizio del presidio, quando sono stati fermati da una pattuglia di carabinieri e portati in caserma. Alla notizia dei fermi i No Borders, che si trovavano in presidio, hanno dato vita a un corteo spontaneo al grido «libere e liberi tutti». Volevano avvicinarsi al commissariato, ma sono stati fermati da un cordone di carabinieri. Dopo alcuni minuti hanno preso la strada del mare e hanno sciolto il corteo. I due carraresi invece sono stati rilasciati solo nel tardo pomeriggio. «Semplicemente non volevano farci partecipare al presidio - raccontano appena fuori dalla caserma - I fermi e gli arresti qui a Ventimiglia ormai non si contano più: si tratta sempre di persone colpevoli di essere contrari alle frontiere e a favore dei diritti delle persone di migrare».
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