Italia
Sei generazioni e un funerale: le Onoranze Salvatori
Prima cavatori, poi imprenditori del marmo e della funeraria Nata a fine 800, oggi la ditta fa trasporti salme in tutto il mondo
MASSA. Giovacchino Salvatori, classe 1850, si alzava alle 23 e partiva col buio da Strettoia per raggiungere la cava in alta montagna: tre o quattro ore di cammino per arrivare al lavoro all’alba.E tornava a casa a sera. Da lui è partita la catena che ha portato all'attuale Salvatori Marmi e Onoranze Funebri moderna. Lapidi scolpite, vasi, anfore e urne oltre a seguire il caro estinto lungo tutto l'ultimo tragitto. Una storia che attraversa più di 150 anni e sei generazioni. Una storia fatta di duro laovoro e sacfrifici.
Ci racconta tutto con un pizzico di orgoglio ma anche con molta sincerità l'ultimo dei Salvatori, Giovanni, anzi il penultimo, perchè già sta scalpitando e seguendo le orme paterne il giovanissimo figlio Andrea, anni 25. «Sei generazioni – confida – dove ognuno ha apportato le migliorie che il tempo consentiva. Come detto ha iniziato il trisavolo Giovacchino, dietro di lui il figlio Pietro, poi il figlio di Pietro che naturalmente visti i tempi non poteva che chiamarsi come il nonno, Giovacchino, e siamo ai primi del novecento, dopodiche il testimone è stato raccolto dal figlio di Giovacchino Secondo, Luciano che sarebbe stato mio padre (quindi l'ultimo Giovacchino era mio nonno). Ora sto tirando avanti io – termina la sua nota storica Giovanni - ma ho già chi è pronto a continuare, mio figlio Andrea e devo dire che per volontà e capacità promette bene. Devo anche dire che lungo il percorso ci sono stati altri Salvatori maschi che avrebbero potuto continuare ma alcuni hanno fatto scelte diverse, come mio cugino Enrico che ha optato per il lavoro in fabbrica ed una vita diversa, è stato anche consigliere ed assessore al comune di Massa nella giunta Barbaresi, un altro è emigrato in Argentina».
Dunque la discendenza è: Giovacchino Salvatori (1850), Pietro Salvatori (fino ottocento), Giovacchino primi novecento, Luciano Salvatori ( padre di Giovanni scomparso nel 2010), Giovanni e in corsa Andrea. «La Salvatori Srl è arrivata ai giorni nostri -riprende il racconto Giovanni – seguendo una logica, le esigenze e la volontà che di volta in volta maturava nel tempo. Il primo Giovacchino dopo il lavoro in cava, la sera, aveva iniziato a costruire qualcosa di diverso come le prime lapidi per i cimiteri. Si era comprato una casetta ed il terreno fra l'attuale via Delle Carre ed il viale Roma ed aveva iniziato a lavorare le prime lastre di marmo. Nello stesso posto dove siamo tutt'ora noi. Naturalmente, siamo sempre a fine ottocento, la zona era deserta, intorno pochissime case e poteva lavorare in tranquillità. Appena cresciuto coinvolse il figlio Pietro nel laboratorio costruito attaccato alla casa. Poi di seguito entrò il figlio di Pietro e poi Luciano e l'azienda cresceva ancora. La svolta che ha portato ad investire di più nell'arte funeraria e ad occuparsi a tutto tondo delle onoranze funebri l'ho data io intorno al 1990, perchè avevo intuito che era una alternativa, una diversificazione importante, completava il cerchio. Stavano mutando i lavori cimiteriali, non solo assistenza e trasporto funebre ma cresceva la richiesta del lapideo a coronamento».
Ed in quel periodo Salvatori apre il negozio delle Onoranze Funebri a Mirteto. E qui entra con più determinazione e impegno nell'impresa la moglie Fedora De Angeli che si occupa di seguire direttamente i funerali, assistere i parenti, le scelte dei manifesti, tipo di lapidi, documentazioni e tutto quanto serve. Ed ora anche Fedora comincia ad avere chi può aiutarla ed è la fidanzata del figlio, Laura Grassi che ha appreso in fretta i segreti del lavoro e sta dando il suo contributo alla causa. Ma da un po' di tempo la città è cresciuta, intorno al vecchio laboratorio sono nate case e palazzi si può ancora lavorare però lo spazio ristretto soffoca i lavori. Ed è per questo che Giovanni si è messo alla ricerca di uno spazio maggiore, dove poter operare anche con grossi mezzi per il trasporto e la movimentazione dei blocchi ( perchè la ditta acquista i blocchi di marmo pregiato direttamente in cava). Ed ha trovato il posto giusto. Un ampio capannone in disuso sulla via vecchia Tambura, prima di Canevara che ha già ristrutturato e comincia in questi giorni a produrre. E investe, creando nuovo lavoro in un momento dove la crisi porta la freccia dell'economia nel segno discendente. La Salvatori ha capito che per superare la crisi serve investire in nuove macchine per produrre meglio ed abbassare i costi per controbattere la concorrenza. E nella nuova sede sono già arrivate nuove macchine, torni a controllo numerico, pantografi computerizzati! Perche le richieste per vasi di tutti i tipi e misure, urne ed altro prodotti di marmo sono richiestissimi e la Salvatori ormai ha mercato in tutta Italia, dalla Val D'Aosta alla Sicilia , anzi Campania e Calabria tirano tantissimo. Anche se per lapidi e ricordi le richieste sono per vere e proprie opere d'arte, e qui la mano dell'uomo, dell'artista diventa insostituibile. E la Salvatori Marmi e Onoranze Funebri ha veri e propri artisti al lavoro quotidiano.
La tradizione continua, non finisce con le macchine automatiche. Infine qualche curiosità su richieste di sculture particolari. «Sì ne abbiamo sempre – ammette Giovanni – ci arrivano richieste particolari da parfte dei clienti; l'ultima che mi viene in mente è quella della lapide di una giovane dove abbiamo costruito delle scarpette da ballerina su un blocco unico e sui fiocchi lunghissimi inciso il nome, è al cimitero di Turano. Ma poi ogni scultura fatta a mano è sempre diversa”. Non potevamo terminare senza ascoltare la voce, le sensazioni e le motivazioni che hanno spinto l'ultimo dei Salvatori, Andrea, a seguire la strada dei suoi avi.
«Non ho avuto difficoltà ad inserirmi in una cosa che ho subito sentito mia – ammette Andrea – fremevo per lavorare nell'azienda di famiglia tanto da interrompere la scuola a 18 anni e iniziare a lavorare. Devo dire che mi piace moltissimo il laboratorio e passo quasi tutto il mio tempo li, quello che si fa col marmo, fra torni, lastre, vasi, urne, scultori all'opera ( ci dice mentre visitiamo l'opificio ed una sensazione magica avvolge anche noi), ma non disdegno il lavoro funebre vero e proprio tanto che ho assistito alla prima “vestizione” a 17 anni. E naturalmente la Onoranze Salvatori è diventata esperta anche nel trasporto salme in tutti i paesi del mondo».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
